Il Tirreno

Pontedera

Sulla maxi discarica è scontro aperto

di Andreas Quirici
Sulla maxi discarica è scontro aperto

Infuocata assemblea a Peccioli: il fronte del “no” e il Wwf contestati da dipendenti e vertici della “Belvedere spa”

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PECCIOLI. “Belvederini” e “no discarica” a confronto durante l’assemblea convocata dal Wwf Toscana per presentare il proprio ricorso al Tar contro l’ampliamento del sito di Legoli.

Ieri, nel centro polivalente è andato in scena l’ennesimo confronto di una lunga serie con 150 persone presenti tra abitanti di Peccioli e dei paesi limitrofi, politici locali e dipendenti e vertici della Belvedere, la società che gestisce proprio la discarica di Legoli. Battibecchi e continue interruzioni da parte di chi contesta le ragioni del ricorso (con in testa Renzo Macelloni, presidente della Belvedere spa) nei confronti degli esponenti del Wwf presenti (tra cui Marcello Demi, presidente di Wwf Toscana). Davide Fabbri, referente del Wwf a Peccioli ha contestato, in apertura, le ragioni che solitamente vengono utilizzate per definire la discarica di Legoli un modello, prendendosi subito un paio d’interruzioni da Macelloni & company.

«La strada della realizzazione degli impianti è sbagliata – ha detto Fabbri – e lo dimostra la decisione della regione Veneto che ha detto basta alle discariche».

L’avvocato Riccardo Tamburini ha spiegato che «martedì il Tar discuterà in sede di sospensione cautelare il nostro ricorso, sul quale non intendo entrare nel merito. Dico solo che la procedura con cui la conferenza dei servizi ha approvato l’ampliamento da 4,5 milioni di metri cubi di rifiuti è piena di falle. Basta considerare i 6 mesi con cui ha risposto alle osservazioni dei cittadini, senza motivare le scelte. Di fatto si percepisce che la scelta era già stata fatta prima di cominciarne la discussione».

Macelloni, nel suo intervento, ha chiesto il motivo per cui il Wwf non aveva fatto ricorso un anno fa e lo ha fatto ora, quando i lavori di ampliamento sono già cominciati e un eventuale stop rischia di creare non pochi problemi. «Il Wwf usa la giustizia per la propria cassa di risonanza politica», ha detto il presidente della Belvedere. Così, mentre fuori i dipendenti della Belvedere distribuivano un volantino intitolato “Un ampliamento per il futuro”, dentro le stoccate contro la discarica arrivavano da più parti.

«Dietro alla discarica di Legoli – ha spiegato Sofia Donaliso, portavoce dei comitati di Peccioli e Montefoscoli – ci sono interessi economici che sanno bene quanto costi la gestione post-chiusura di un sito dove vengono smaltiti rifiuti, senza che avvengano i conferimenti. E invece, quella di Legoli è giunta alla sua fine ed è bene che venga utilizzata per altri scopi. Invece, si prova a sperimentare il dissociatore che pochi mesi dopo dall’avvio fallisce e si continuano a ricevere rifiuti anche da altre parti d’Italia, quando all’estero si incentiva la raccolta differenziata e il riciclo».

Altro servizio a pagina 11

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