Sicurezza
Studenti in piazza per inseguire il futuro rubato
Corteo contro i tagli del governo. Incontro sotto il Comune con l’assessore: «Fate bene a manifestare il disagio»
PONTEDERA. Contro i tagli. Contro il malessere contagioso che stanno vivendo i propri insegnanti. Contro gli insufficienti interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle sedi. Contro la mancanza di progettualità che azzoppa continuamente il percorso di avvicinamento al mondo del lavoro.
Una manifestazione contro, a colpi di slogan verso il governo Monti e con un urlo su tutti: “La crisi non la vogliamo pagare noi”.
Gli studenti degli istituti superiori di Pontedera sono scesi in piazza ieri mattina per manifestare pubblicamente il loro disappunto. «Così non va, non può andare», è stato ripetuto più volte nel corteo che ha attraversato le vie del centro della città della Vespa. I ragazzi si sono ritrovati puntualmente alle 7,45 al villaggio scolastico e a piedi, preceduti da alcuni striscioni, hanno sfilato lungo corso Matteotti, piazza Curtatone e Montanara e hanno raggiunto piazza Cavour, per il concentramento previsto sotto le finestre di palazzo Stefanelli, sede del municipio.
Nella sala consiliare era in programma un incontro tra una delegazione dei rappresentanti dei vari istituti superiori e l’assessore comunale alla pubblica istruzione Liviana Canovai, la quale fino a poco tempo fa è stata preside e conosce quindi bene pregi e difetti della scuola locale. All’ultimo momento, però, non sono stati gli studenti a salire le scale del municipio, bensì è stata l’assessore a scendere in piazza tra gli studenti, nonostante la pioggerellina. Ha voluto abbracciare idealmente i giovani e parlare a tutti loro salendo su una panchina.
«Ricevere una delegazione in Comune – ha esordito Canovai – avrebbe significato escludere molti di voi. È importante che siate qui, tutti insieme e in modo così numeroso, per manifestare in modo assolutamente legittimo uno stato di disagio assoluto e per affermare pubblicamente che la scuola non è adeguata alle vostre aspettative. È bene che vi facciate sentire, non alzando la voce ma con motivazioni forti e con la richiesta di un sistema dell’istruzione dove s’investa per evitare problemi sempre più grossi, come quelli ad esempio riferiti all’edilizia scolastica, un ambito in cui non si è potuto mettere nemmeno un euro. Fate bene – ha proseguito l’assessore comunale pontederese, rivolta alla platea improvvisata degli studenti – ad elaborare tutti insieme un documento costruttivo. Dite come vorreste la scuola e poi intraprendete un percorso condiviso con i vostri insegnanti, perché anche loro sono sulla stessa vostra barca».
Applausi e cori (“Canovai una di noi, Canovai una di noi”) per l’amministratrice, che successivamente ha continuato ad approfondire il tema in Comune con un gruppo di rappresentanti d’istituto.
«Per la scuola pubblica – hanno scritto gli studenti nel documento – ci sono sempre e solo tagli. Tutti i governi degli ultimi anni hanno considerato la nostra scuola solo come un capitolo di spesa, nient’altro. Mentre il ministro Gelmini toglieva otto miliardi alla scuola, tramite la “scuola-azienda” tuttora in discussione s’innalzava l’età pensionabile e non si rinnovava il contratto. E il denaro pubblico? Utilizzato per salvare le banche, per finanziare l’istruzione privata e per acquistare i cacciabombardieri».
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