Il dolore
Bagno di folla per il “rottamatore”
La pioggia fa spostare il comizio in una palestra, a centinaia costretti fuori. «Pontedera luogo d’intelligenza per il futuro»
PONTEDERA. I dati del primo turno di domenica scorsa e il bagno di folla che ha accolto ieri Matteo Renzi al suo arrivo a Pontedera per la chiusura della campagna elettorale li riassume bene, dal suo punto di vista, il segretario del locale Pd, Antonio Pasquinucci (bersaniano), che su Twitter ha scritto, citando l’ex primo cittadino Paolo Marconcini: “Sui cartelli della Fi-Pi-Li scriveremo: Benvenuti a Pontedera, città martire delle Primarie 2012”. L’altro bersaniano doc, il sindaco Simone Millozzi, non c’è ad accogliere il suo omologo fiorentino. Ha affidato alla sua bacheca di Facebook un lungo intervento, dove ha scritto: “Oggi viene Renzi a Pontedera. Lo saluto da qui, non potendo essere presente, con affetto e stima”.
Il primo a cui Renzi stringe la mano scendendo dal camper è il vice di Millozzi, Massimiliano Sonetti, con al suo fianco l’assessore Marco Papiani e la coordinatrice del locale comitato “Adesso” Angela Pirri. Ci sono centinaia di persone in piazza Cavour ad attendere l’arrivo del “rottamatore”. La pioggia costringe gli organizzatori a cambiare in corsa i programmi: niente comizio sotto le finestre di palazzo Stefanelli e trasloco, a poche decine di metri, all’interno della palestra Marconcini, piena stipata di persone (circa ottocento) già mezz’ora prima.
Nella città della Piaggio Renzi non può non soffermarsi sui temi del lavoro. «Oltre ad essere il cuore geografico della Toscana – ha detto il sindaco di Firenze – Pontedera è un luogo in cui c’è tanta intelligenza da destinare al futuro e in cui la qualità della vita ha sempre proceduto con la laboriosità. Purtroppo, le difficoltà ci sono anche qui, e grosse».
Il riferimento era per lo striscione che Renzi aveva davanti a sé mentre parlava al microfono. Quello dei lavoratori della Sodexo, l'azienda che ha in appalto pulizie e sanificazione negli ospedali Santa Chiara e Cisanello e che ha dichiarato un esubero di 74 dipendenti. La trattativa è in corso e per adesso i licenziamenti non sono scattati. Ma ci sono rabbia e preoccupazione. «Il lavoro c'è. In realtà siamo sotto organico perché tutti i mesi facciamo un sacco di ore supplementari». Il candidato non si tira indietro e al termine del suo intervento dal palco c'è spazio anche per un incontro in privato con gli operai.
A tener banco allo show renziano ci sono anche i “no” a tutti coloro che hanno cercato di registrarsi per votare al ballottaggio senza essersi fatti vedere ai seggi domenica scorsa per il primo turno. «I dati delle domande accolte – ha affermato Renzi dal palco – si commentano da soli. Ma chiedo alla gente di andare ai seggi con tranquillità e serenità. Chiudiamo la partita col sorriso».
In effetti, i dati dei ritardatari rifiutati in provincia di Pisa fanno davvero discutere. Delle oltre 3.000 richieste di registrazione pervenute al coordinamento provinciale delle primarie (formato da Consuelo Arrighi, Massimiliano Bacchiet e Giuliano Bani), sono solo sette quelle accolte. Un numero ridottissimo, che si spiega in gran parte con la decisione di scartare a priori le 2.138 domande arrivate in modo automatico dal sito “domenicavoto.it”. Delle restanti mille richieste circa, 149 sono le domande di cambio accolte: 68 sono coloro che al primo turno hanno votato in una sezione locale e che per motivi di comodità hanno chiesto di essere spostati fuori provincia per il voto di oggi; 81, al contrario, sono i “forestieri” che il 25 novembre hanno votato nella sezione prevista per la loro residenza e che oggi saranno in città o in provincia.
I veri ingressi nel corpo elettorale del ballottaggio sono i sette che hanno ricevuto il sì alla nuova registrazione: ragazzi che da poco hanno compiuto la maggiore età e pertanto sprovvisti di certificato elettorale rilasciato dal Comune (uno dei documenti necessari per iscriversi alla consultazione del centrosinistra), oppure degenti appena usciti dall’ospedale che nelle tre settimane di pre-registrazione (dal 4 al 25 novembre) hanno avuto gravi impedimenti di salute. Il livello di dettaglio delle “prove” era a discrezione del richiedente: c’è chi si è limitato a una semplice autodichiarazione e chi ha allegato via fax sette pagine di analisi mediche o i biglietti aerei per le Maldive.
Altri servizi alle pagine 2,3 e 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
