Sicurezza
Promessi i soldi necessari per pagare i dipendenti
PONTEDERA. Dieci giorni. È il margine che dovrebbe separare i dipendenti della Luca Falaschi dalla riscossione dello stipendio di ottobre. In ballo ci sono gli autisti, ma anche gli impiegati e i...
PONTEDERA. Dieci giorni. È il margine che dovrebbe separare i dipendenti della Luca Falaschi dalla riscossione dello stipendio di ottobre. In ballo ci sono gli autisti, ma anche gli impiegati e i meccanici che operano in provincia di Pisa. Una scadenza che è il frutto della trattativa tra i vertici dell’azienda di Pontedera e la segreteria Filt-Cgil. «L’impegno della direzione è a pagare lo stipendio e a far fronte all’acquisto del gasolio per gli autobus», afferma Antonio Mazza della Filt.
La Luca Falaschi, a cui fa capo il servizio di scuolabus in trenta comuni della provincia, è in attesa di una risposta dal tribunale di Pisa. L’azienda ha presentato la domanda per l'ammissione al concordato fallimentare in continuità di attività. «C’è da ingoiare amaro », dice Mazza agli autisti intervenuti all’assemblea presso la camera del lavoro di Pisa. E aggiunge: «Dobbiamo puntare a fare in modo che quando arrivan i pagamenti da parte dei Comuni i soldi siano destinati al pagamento per lo meno di una mensilità ai lavoratori della nostra provincia».
Si contano 12 impiegati, 5 meccanici e circa 70 autisti. «Il quadro resta ancora da mettere a fuoco - spiega Mazza -. Il concordato può servire all’azienda per rientrare dei debiti e riprendere la piena operatività». A pesare sui conti della Luca Falaschi ci sarebbero i ritardi nei pagamenti di alcuni enti locali e la perdita dell’appalto su Roma. Una spirale che ha fatto saltare l’equilibrio economico e finanziario. La strategia viene messa a fuoco in un’assemblea serale dai tuoni infuocati. «C’è da recuperare gli stipendi ma dobbiamo anche tutelare i posti di lavoro – sintetizza Mazza –. Se non verrà pagato il mese di ottobre siamo pronti a fare lo sciopero indetto dalla Filt-Cgil di Firenze, per gli autisti che lavorano in alcuni comuni della provincia. Ci agganciamo allo stato di agitazione, il prossimo martedì con fermo dalle 11 alle 15». Molti i mal di pancia in sala, ma la linea passa. Però andrà verificata sulla scorta dell’impegno dell’azienda a pagare entro una decina di giorni, quindi oltre il 4 dicembre.
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