Il Tirreno

Pontedera

Fuma il pirogassificatore blitz dei vigili urbani

di Nilo Di Modica
Fuma il pirogassificatore blitz dei vigili urbani

L’azienda di Castelfranco: «Abbiamo solo completato le fasi di montaggio» Numerose le segnalazioni dei cittadini al Comune, ai carabinieri e all’Arpat

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CASTELFRANCO. Un risveglio decisamente brusco. Linee telefoniche roventi a Castelfranco. La mattina è nel segno dell’allarme. In tanti chiamano dalle prime ore del mattino in Comune, all’Arpat e ai carabinieri, In cielo c’è quella che aveva tutti i contorni di una nuvola di fumo, innalzatasi dal camino del nuovissimo pirogassificatore Waste Recycling.

L’attività dell’impianto, oggetto immediatamente di numerosi scatti fotografici fatti dal vicinato e dai molti membri del fronte del “no” accorsi nei pressi dell’azienda, ha subito messo in allarme parte della cittadinanza. «Abbiamo inviato gli agenti della polizia municipale – precisa l’amministrazione comunale –. Il verbale è stato subito girato all’Arpat, all’Asl e alla Provincia per avere chiarimenti in merito, visto che l’impianto non può essere messo in esercizio. Adesso siamo in attesa di una pronta risposta dagli organi competenti».

Quando nel primo pomeriggio sono arrivati i primi commenti a caldo da parte di Comitato antinquinamento e Rifondazione comunista, ricorrenti come il Comune contro l’impianto di fronte Tar di Firenze, l’azienda ha prontamente dato la sua versione smentendo le varie interpretazioni: si tratta di vapore acqueo.

«La società, nel pieno rispetto della sospensiva del Tar della Toscana, che impedisce la messa in esercizio, ha completato una delle fasi di montaggio dell’impianto che è, invece, consentito così com’è consentita l’accensione a metano purché il forno non sia alimentato con rifiuti o biomasse – dicono dalla Waste Recycling –. L’accensione a metano è stata necessaria per portare a temperatura il materiale refrattario che riveste il forno: operazione piuttosto lunga, che deve avvenire gradatamente e che comporta la fuoriuscita di vapore. Domani inizierà la fase di diminuzione della temperatura fino ad arrivare allo spegnimento». La società precisa inoltre che «il refrattario doveva essere portato a cottura anche per evitare che, dopo mesi, la struttura si deteriorasse. Le autorità intervenute stamani altro non hanno potuto che constatare il pieno rispetto delle regole come sottoscritto nel verbale che ne è stato redatto».

Il fronte del “no” non arretra. A cominciare dal Comitato antinquinamento. «È il caso di dire: un bel dì vedremo, levarsi un fil di fumo – dice Aurora Rossi, presidente del Comitato, citando la pucciniana Madama Butterfly –. Se l’azienda ci informa della sua autorizzazione ad effettuare delle prove non potremo far altro che partire da queste affermazioni. Valuteremo il da farsi e ci auguriamo che il Comune, così celere nel darci notizia dell’avvenuto controllo, faccia altrettanto».

Simili le parole di Rifondazione. Dice il consigliere provinciale Andrea Corti: «Prendiamo atto delle dichiarazioni dell’azienda e che le autorità niente sapevano di queste prove. Segno tangibile di come Waste Recycling voglia continuare sulla strada della non collaborazione con la comunità. Tutto legale, ma di questa scarsa correttezza anche la popolazione ne prende atto, prova ne è la velocissima risposta della società civile nel dare l’allarme al minimo mutamento nel sito dell’impianto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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