Il dolore
All’Informagiovani un popolo di precari
Pomarance: una sessantina di ragazzi da luglio ad oggi cerca lavoro e si sfoga allo sportello
POMARANCE. Una sessantina di persone da luglio ad oggi (con la pausa di agosto). Con una media di una decina di utenti ogni due settimane, soprattutto ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Per lo più chiedono se ci sono lavori disponibili, borse di studio, contributi. Ecco la faccia, o meglio l’identikit di chi ormai da mesi si rivolge all’Infopoint Giovanisì-Informagiovani di Pomarance.
«Dopo averti torturato e terrorizzato si aspettano che tu intraprenda una carriera, quando invece devi accontentarti quasi dell'elemosina e in più restare calmo e subire prediche tanto ingiuste quanto sarcastiche da pulpiti dorati, vedi Fornero», sbotta Anna, 30 anni, disoccupata, laurea con lode, dottorato, molti contratti a tempo, qualche mese di supplenza. Un po’ ufficio di collocamento, un po’ valvola di sfogo: la funzione dello sportello è anche questa oggi. «Poi ti accorgi che contro il lavoro nero si fa ben poco e per la ricerca pochi soldi e mal distribuiti, e come se non bastasse si sprecano le risorse pubbliche per acquistare inutili caccia bombardieri. Frustrante? Sì».
Persino osservando una piccola realtà come quella di Pomarance, emerge chiaro uno spaccato dell’Italia di oggi. Di chi si prepara, si forma e poi guarda avanti senza percepire un futuro. Loro sono gli “eterni figli”, non per scelta ma per necessità.
Così all'Infopoint di Pomarance il 76% degli utenti chiede ragguagli su tirocini, formazione e lavoro; solo il 10% è attualmente occupato; il 90% non è sposato, non ha figli, vorrebbe vivere autonomamente ed è alla ricerca di finanziamenti agevolati per chi intende intraprendere un'attività autonoma. Tra i 25 e i 29 anni gli utenti scendono a picco, “solo” il 12%. La cifra si alza per quanto riguarda i ragazzi tra i 30 e i 34 anni, il 26%.La percentuale cresce di due punti tra le persone alla ricerca di un lavoro tra i 35 e i 40 anni.
Domina, pure allo sportello pomarancino (aperto tre volte a settimana, lunedì 14,30-19,30, giovedì 8,30-13,30 e venerdì 11-13 e 14,30-17,30) la generazione dei precari.
«So già che nel 2013 non rinnoveranno il contratto con il quale mi tenevo a galla – si sfoga Andrea che di anni ne ha 33 – non sono più in età da apprendistato, e per quello che so una mia assunzione non darebbe nessuna agevolazione ad un'azienda o ad un artigiano che fosse anche disponibile a riciclarmi. Che fare? Non so».
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