Il dolore
Ora nessun processo ai vertici locali del Pd
Massimiliano Sonetti (Comitato Renzi): un risultato da non ignorare Il segretario Antonio Pasquinucci : non cambieranno gli scenari cittadini
PONTEDERA. Il risultato pontederese delle primarie?«Voglia di cambiare e una bella prova di democrazia».
La sintesi la fa Massimiliano Sonetti, vicesindaco di Pontedera e anima - insieme con Marco Papiani, assessore al bilancio della giunta Millozzi - del Comitato che ha sostenuto in Valdera il “rottamatore”e che è stato coordinato da Angela Pirri, ricercatrice del Cnr.
In un angolo di Toscana dove né un segretario Pd, né un sindaco si era schierato per Renzi, Sonetti è la figura istituzionale di riferimento per quanti hanno deciso di sostenere il sindaco fiorentino alle primarie contro Bersani.
Pontedera anticipa i processi. «Questo risultato non può essere ignorato – spiega Massimiliano Sonetti – anche perché Pontedera, lo ha dimostrato in passato, è sempre all’avanguardia nei processi di anticipazione». Ma il successo di Renzi non dovrà nuocere al Pd. «Tutt’altro – dice Sonetti – Credo che i segretari del partito democratico della Valdera abbiano svolto bene il loro compito, e anche gli altri dirigenti. Non è in discussione questo».
Oggi un incontro del Comitato. Ma i renziani della Valdera una riflessione sul voto vogliono farla. «Domani (oggi, per chi legge, ndr) ci troveremo col Comitato e faremo un’analisi. Oltre a tracciare le strategie e le iniziative che ci porteranno al ballottaggio di domenica», commenta il vicesindaco. «Secondo me – prosegue – ha pagato la pacatezza del messaggio che il Comitato, un gruppo di gente nuova, ha portato avanti nelle settimane scorse. Pontedera ha risposto bene, prima alle idee lanciate da Renzi, poi alle primarie. A mano a mano che passavano i giorni, avevamo la sensazione che il consenso crescesse. Ma non così: siamo davanti a uno spartiacque, la gente è stufa di una certa politica. Noi dobbiamo dare un senso a tutto questo».
La pensa così anche Marco Papiani. «Il risultato che abbiamo ottenuto è inaspettato e piacevole – dice –Ma non influirà minimamente sull’assetto politico del partito, sul territorio. Lunedì, qualunque sia il risultato che scaturirà dal ballottaggio, ci metteremo insieme al lavoro, per il bene comune».
Nessuna rivoluzione nel Pd. «Non credo che la vittoria di Renzi al primo turno delle primarie possa cambiare gli scenari e gli assetti politici della Valdera e della provincia. Mi sento di escludere un’eventualità di questo tipo». Antonio Pasquinucci, segretario del Pd di Pontedera, dove il sindaco di Firenze ha preso il il 48,5% dei voti contro il 40,7% di Bersani, analizza il voto del primo turno delle primarie della coalizione Italia bene comune, ma rimanda il giudizio definitivo al ballottaggio di domenica prossima. «La strada mi sembra tracciata – dice – ma la partita è ancora tutta da giocare». Inutile, però, negare l’evidenza dei fatti. A Pontedera, in Valdera e in provincia, i personaggi istituzionali erano quasi tutti schierati per l’attuale segretario nazionale del Pd. Ma alla fine ha vinto il “rottamatore”.
La crisi e il malcontento. Secondo Pasquinucci il verdetto ha un significato ben preciso: «E’ la dimostrazione che gli esponenti del Pd non utilizzano le istituzioni come centro di potere. Altrimenti il risultato sarebbe stato diverso». Niente dimissioni in massa, nel Pd pisano-pontederese. Anche se il motivo della sconfitta di Bersani, secondo Pasquinucci, è da imputare alla crisi economica. «Se vediamo il voto a livello nazionale, deduciamo che nelle roccaforti storiche della sinistra ha prevalso Renzi, Toscana compresa. Credo che sia da imputare allo scontento generale che stanno vivendo le famiglie italiane e che hanno voluto manifestare votando contro chi amministra queste zone. E poi, aggiungo anche il fatto che gli scontenti del centro-destra vedono nel sindaco di Firenze un potenziale elemento su cui puntare per poter ottenere quelle risposte che i governi degli ultimi anni non hanno saputo dare».
L’ottimismo per il ballottaffio. Niente è perduto, però, per Bersani e per la sinistra in generale. «La vittoria di Renzi non è certo un segnale dei Maya che il mondo finirà il 21 dicembre. Aprendoci alle primarie sapevamo che ci sarebbe stata battaglia e che, fisiologicamente, c’è sempre un vincitore e un candidato che arriva secondo. E chiunque arriverà primo, sarà lo spirito di appartenenza al centro sinistra a prevalere. Comunque, il ballottaggio è vicino e le speranze di veder vincere Bersani sono concrete. Certamente non sarà semplice vincere per il nostro segretario. Ma molto dipenderà dal numero dei partecipanti al secondo turno. Le previsioni in questo senso sono sempre difficili da fare, perché sul numero dei votanti influiscono tantissime cose solitamente. Credo, però, che sarà proprio questa la vera differenza che alla fine determinerà il vincitore delle primarie e, quindi, il candidato premier alle prossime elezioni per il centro sinistra».
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