Sicurezza
Non era stato allestito un seggio per gli stranieri
Non c’è un dato preciso su quanti stranieri hanno votato nei nove seggi che erano stati allestiti per la prima giornata delle primarie a Pontedera. Non c’è, perché non era stato predisposto neppure....
Non c’è un dato preciso su quanti stranieri hanno votato nei nove seggi che erano stati allestiti per la prima giornata delle primarie a Pontedera.
Non c’è, perché non era stato predisposto neppure. Non c’era una sezione che accoglieva gli stranieri. Quelli che hanno deciso di votare, lo hanno fatto, secondo la sezione di residenza. «Questo – spiegano dal partito democratico di via Leopardi - per evitare che i voti degli stranieri, spesso extracomunitari, che vivono in città, si concentrassero tutti nello stesso seggio e quindi avrebbero dato anche un’indicazione delle loro scelte». In altre occasioni, infatti -cioè nelle primarie per la scelta del candidato a sindaco di Pontedera - era stato allestito un seggio e addirittura un’urna, tutta per loro. Che stavolta non c’è stata.
«Ma non sono stati poi molti gli stranieri che si sono recati a i seggi cittadini per esprimere il loro voto», dicono ancora i responsabili del Partito democratico pontederese. Dai calcoli che sono stati fatti, controllando i registri degli elettori di cui era fornita ogni sezione abilitata al voto, saranno stati più o meno una cinquantina. Meno di altre volte. «Ma nelle occasioni precedenti - è il commento che arriva dalla sede del partito – specie l’ultima che è stata fatta in città, la consultazione serviva per scegliere il candidato del centrosinistra per il ruolo di sindaco di Pontedera. Era una competizione molto più sentita, rispetto alle primarie del Pd di domenica»
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