Toscana
La Luca Falaschi in tribunale, chiesto il concordato fallimentare
La domanda, per la gestione in continuità, è stata depositata a Pisa: s’aspetta il responso dei giudici Gli addetti della ditta che si occupa di trasporto scolastico, sono un centinaio solo in provincia
PONTEDERA. Una manovra brusca. Un colpo di sterzo secco per scongiurare di sbandare e allontanare il capolinea. La Luca Falaschi Srl prova a giocare la carta del concordato fallimentare in continuità di attività. La domanda è già depositata al tribunale di Pisa. Adesso i giudici dovranno pronunciarsi e nel caso venga accolta la richiesta fissare un termine per la presentazione del progetto di concordato. Un tempo che vale uno stop alle pretese dei creditori che da mesi stanno togliendo carburante alla maxi azienda del trasporto scolastico con base a Pontedera: circa 750 addetti in Italia, 75 le stazioni appaltanti. In Toscana sono circa trenta i comuni che hanno affidato il servizio alla Falaschi.
Al quartier generale della Luca Falaschi vige la consegna del silenzio. Irreperibili i vertici dell’azienda. Eppure il quadro delle difficoltà è noto da tempo. In provincia di Pisa lavoratori e sindacati si sono dovuti rivolgere al prefetto per provare a recuperare le mensilità arretrate. Ma un primo accordo è stato disatteso e anche la seconda intesa ha mostrato la corda. Minacce di sciopero da parte degli autisti, il blocco delle attività negli uffici e all’officina di Selvatelle sono serviti solo in parte. In provincia si contano 12 impiegati, 5 meccanici e circa 70 autisti.
La domanda di concordato serve anche per bloccare le pretese dei creditori. Ed è un sentiero obbligato, data la volontà di mantenere la continuità aziendale. A tracciarlo è il decreto legge sviluppo (83 del 2012), che ha modificato la legge fallimentare (regio decreto 267 del 1942), proprio per favorire la continuità aziendale. La Luca Falaschi Srl la domanda l’ha depositata mercoledì scorso perciò a giorni dovrebbe pronunciarsi il tribunale.
In ballo dovrebbe esserci anche il ricorso alla cassa integrazione in regime straordinario. Numeri non ce ne sono sul tavolo, ma giovedì è fissato un incontro tra la direzione della Falaschi e il sindacato. Poi, alla sera l’assemblea con i lavoratori, convocata dalla segreteria provinciale Filt–Cgil.
Una manovra tampone quella decisa dalla Luca Falaschi Srl, per avere più armi contro la crisi aziendale. La dimensione è nei numeri. Ritardi nei pagamenti da parte degli enti locali e soprattutto il fronte capitolino. L’origine di tutti i problemi sta a Roma, da cui non stanno arrivando circa 3 milioni di euro. Una cifra importante a fronte di un fatturato complessivo dell’azienda che ammonta a circa 12 milioni di euro. Nella capitale ha sede Atac, l’azienda di trasporto pubblico che aveva dato in appalto il servizio di scuolabus e di trasporto dei disabili su chiamata proprio all’azienda pontederese. Una partita chiusa ma che da sola valeva oltre 7 milioni di euro.
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