Il Tirreno

Pontedera

Insegne, la Provincia vuole i soldi

La protesta di commercianti e artigiani di via Polo: quel balzello è inopportuno

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BIENTINA. Artigiani, commercianti e piccoli imprenditori sono sul piede di guerra dopo l’arrivo della richiesta di pagamento – da parte della Provincia – di una tassa (l’ennesima, sostengono amareggiati) sulle insegne esterne dei vari punti-vendita e delle attività che danno su via Marco Polo, l’importante arteria di collegamento dei territori comunali di Bientina e Calcinaia.

«È una vergogna – si legge in una nota – chiedere, in questi tempi di grave recessione economica, un nuovo balzello a chi fa fatica ad andare avanti. Dimostra mancanza di rispetto e di sensibilità. L’artigiano e il piccolo commerciante vanno incentivati con politiche di rilancio, non con nuovi balzelli». Ma c’è un altro aspetto, della questione, che non va proprio giù ai destinatari della missiva della Provincia: perché la tassa sulle insegne esterne viene già pagata - e da anni - direttamente al Comune dove ha sede l’attività. «Nella lettera di accompagnamento al bollettino postale, la Provincia ci domanda anche se abbiamo o meno un permesso per l’installazione dell’insegna, facendo intendere che potremmo anche essere abusivi. E invece noi – spiegano ancora i commercianti e gli artigiani di via Marco Polo – paghiamo questo tipo di tassa ai Comuni di Bientina e Calcinaia. Alcuni addirittura fin dagli anni Ottanta, quando occorreva una semplice domanda. Qui siamo veramente all’assurdo, dove un ente (la Provincia) non sa cosa fa l’altro (il Comune, che riscuote regolarmente la tassa). . Un paradosso. Chiediamo: c’è una via di uscita?». Alcuni dei commercianti che hano firmato la lettera indirizzata alal Provincia sono i titolari delle aziende Pistolesi Caminetti, Etrusco Biliardi, Bachini Luci, Morani Auto, Mabb Arredamenti, Mondo Incasso, Centro Torretta White, Giovanni Pulvirenti .

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