Il Tirreno

Pontedera

Pontedera ora è di Renzi, voltate le spalle a Rossi

di Emilio Chiorazzo
Pontedera ora è di Renzi, voltate le spalle a Rossi

La sfida in famiglia di Papiani: «Ero al seggio con mio figlio Francesco. Dopo le prime schede mi tremavano le gambe. Un risultato così era inatteso»

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PONTEDERA. Marco, il padre, aveva il ruolo del segretario. Francesco, il figlio, quello di presidente. Hanno vissuto la giornata di elezioni nello stesso seggio.

Uniti dalla fede del partito, il Pd, ma divisi dal leader da seguire, i due componenti della famiglia Papiani: Marco è assessore al bilancio al Comune di Pontedera e una delle anime del Comitato cittadino per Renzi. Francesco, tiene per Bersani. Erano nella sezione allestita Fuori del Ponte, dove il sindaco di Firenze ha raccolto un consenso massiccio. Quello più pesante, in percentuale, di tutta la città.

«Quando dopo poche schede ho visto che Renzi era in vantaggio – dice il padre – mi tremavano le gambe. E vedevo mio figlio che, invece, era turbato. È sbiancato in volto, per quel che stava avvenendo».

A Pontedera, la città di Enrico Rossi, che qui è stato sindaco, prima di diventare consigliere, assessore e poi presidente della Regione Toscana, Matteo Renzi ha vinto.

Lui è stato scelto dal 48 per cento di chi è andat oalle urne. Bersani ha superato il 40 per cento. Il “rottamatore” ha vinto anche in tutto il territorio della provincia di Pisa: nei 138 seggi allestiti, lui ha raccolto il 41,81 per cento dei consensi; Pierluigi Bersani si è fermato al 41,44%.

Nella sede cittadina del Pd, in via Leopardi, qualche muso lungo c’è. Il risultato è inaspettato. Solo in due dei nove seggi di Pontedera, ha vinto Bersani, che era il candidato sostenuto anche da Enrico Rossi: nelle frazioni del Romito e alla Rotta.

Negli altri seggi, il sindaco di Firenze è stato premiato. Lo si è capito fin da subito. Dai primi risultati raccolti.

Se n’era accorto il segretario della sezione cittadina del Pd, Antonio Pasquinucci. «A un certo punto della giornata l’ho anche sottolineato, su un social network – dice il segretario Pd – bastava respirare l’aria che durante il giorno c’era nei seggi. Si capiva che potevano esserci delle sorprese. Alla fine siamo soddisfatti per la partecipazione, che è significativa. Del risultato no».

La vittoria di Matteo Renzi a Pontedera è sorprendente. «Soprattutto inattesa – dice Antonio Pasquinucci – Se qualcuno me lo avesse detto alla vigilia, non ci avrei creduto. Non me lo aspettavo. Ora vediamo cosa succederà ai ballottaggi. Abbiamo un’altra settimana di grande impegno, l’affronteremo».

Nella sede del Partito democratico di via Leopardi, c’è anche chi assiste all’arrivo dei dati con un pizzico di imbarazzo. «Non immaginavo assolutamente questo risultato – dice Marco Papiani che, chiuso il seggio di Fuori del Ponte, è andato a respirare il clima della sezione – ma è il frutto del lavoro che il Comitato per Renzi ha fatto in queste settimane.E anche la voglia di rinnovamento che questo partito vuole esprimere. Questo risultato, nella città di Entrico Rossi, rende molto più evidente questo significato. Ma attenzione, non dobbiamo intenderlo nell’ottica di creare fratture e problemi al partito. Il Pd ha vinto. Ha vinto la democrazia. Ora vediamo cosa succederà al ballottaggio. Il segnale è importante. E noi continueremo a lavorare come abbiamo fatto fino a oggi, dentro il partito e per sostenere Renzi per il ballottaggio».

Nella sede del Partito Democratico, mentre affluiscono i risultati dei seggi, Marco Papiani è l’unico sostenitore di Renzi presente. C’è chi, mentre si delinea il successo, si complimenta con lui. «Ma il merito è del lavoro che l’intero gruppo ha svolto fino a questo momento».

È contento. Anche se, sotto sotto, sente anche la responsabilità del confronto con il figlio-avversario. «Ne abbiamo parlato. Francesco ha capito che alla vine ha vitno la democrazia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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