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Pontedera

Non lo fanno votare e chiama i carabinieri

Non lo fanno votare e chiama i carabinieri

La disavventura di un ex esponente della Lega Nord a Ponsacco Screzi in un seggio a San Miniato, urne negate all’assessore volterrano

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PONTEDERA. «Ma a cosa è servito registrarsi on line, se c’è da fare la fila lo stesso?», la domanda è di Giulia Chiti, giovane elettrice. S’è presentata al seggio convinta di avere un percorso privilegiato. Abbreviato. Invece non è così. «Occorre fare la fila, mettere altre firme, prima di avere il certificato e, rimettersi in fila per avere la scheda ed esprimere il voto», commenta.

In fila, ordinati. Pochi intoppi, solo un po’ d’attesa. Al seggio molti sono arrivati preparati. C’è chi s’è presentato di buon’ora. Ancora prima che le sezioni aprissero. Marco Meini, elettore al Romito, è stato il primo, forse a esprimere il voto in città. Per fede calcistica. Messa la scheda nell’urna è partito per Torino, dove ha seguito la Fiorentina. Più della metà degli elettori che hanno partecipato alle primarie nei 138 seggi della provincia di Pisa, si sono iscritti in giornata. Non avevano effettuato registrazione nei giorni precedenti.

I risultati. Renzi vince un po’ ovunque: il dato provinciale lo dà in vantaggio (42%) su Bersani (41%). Il sindaco di Firenze supera il 50% a Ponsacco, a Casciana Terme, a Castelfranco, a Chianni (il 60%), a Lajatico, Lari, Montopoli e San Miniato. A Staffoli, frazione di S. Croce, sfiora il 70%, il dato più alto della provincia. Bersani va oltre il 50% solo a Casale.

I voti negati. «È la prima volta che non partecipo a un voto. Sono amareggiata, delusa». Lilia Silvi, assessore alla cultura e al turismo, a Volterra, ci ha provato. Alle 18,30 s’è presentata al seggio. Ma non l’hanno fatta entrare. «Mi hanno detto che le regole non lo permettevano – spiega – Ho discusso a lungo per cercare di far capire che sbagliavano. Ma alla fine hanno vinto loro». A lei, come a un altro assessore della giunta Buselli, Simone Lonzi, era stato detto nei giorni scorsi, dal segretario locale del Pd, Daniele Moretti. Le regole non lo permettono. «Una scelta – prosegue l’assessore Silvi – che non capisco. Il tema della consultazione è di livello nazionale. Se si fosse votato per una materia territoriale, avrei capito le ragioni per le quali non sarei andata a votare. Ma stavolta sbagliano».

Caccia agli elettori di centrodestra. Alcuni casi a San Miniato di persone di centro destra apostrofate dai responsabili dei seggi mentre si apprestavano a votare. Di uno è stato protagonista Vittorio Gasparri, segretario dello Spi-Cgil. «Ero addetto alle registrazioni – racconta – e quando sono uscito un attimo dall’ufficio elettorale ho visto che in attesa del suo turno c’era anche un uomo che conosco e con il quale discuto spesso di politica. E’ un elettore dichiarato di centro destra e gli ho detto che non avrebbe dovuto votare. Non gliel’ho impedito formalmente, ma ha preferito andarsene. È tornato più tardi con la moglie e ha votato tranquillamente».

A Pomarance, il segretario del Pd Marco Garfagnini ha fatto azione preventiva nei confronti di Nicola Fabiani, assessore della giunta guidata da sindaco Loris Martignoni e di Loriani Fidanzi, capogruppo di Insieme per cambiare, lista civica di maggioranza. «Entrambi mi avevano chiesto di poter votare – ha spiegato Garfagnini – ma ho detto loro che la scheda elettorale non gliela avrei data».

Il leghista chiama i carabinieri. Si registra online, compila i moduli, paga 2 euro, ma non lo fanno votare e si rivolge ai carabinieri. E’ la storia di Samuele Ferretti, candidato nel 2009 alle amministrative nella lista civica Uniti per Ponsacco e alle regionali del 2010 per la Lega Nord e che era andato al seggio per dare il voto a Renzi. «Mi è stato detto che non potevo votare perché ero stato candidato per forze politiche avverse ai partiti che compongono la coalizione di centro sinistra – racconta – Ma io non ho mai ricoperto incarichi politici. In entrambe le occasioni in cui mi sono candidato sono sempre risultato il primo dei non eletti. Ferretti è andato dai carabinieri per capire se potevano intervenire. «Mi hanno detto che non conoscevano il regolamento delle primarie e che mi sarei dovuto rivolgere a esponenti della coalizione per chiarimenti – dice ancora - Ho anche chiesto ai responsabili del comitato pro Renzi, ma mi hanno detto di lasciar stare. E dire che avrei votato proprio per il sindaco di Firenze. Anche se non so se in caso di vittoria di Bersani avrei votato per il centro sinistra». E i due euro? «Me li sono fatti restituire. Così ci sono andato a fare colazione».

Andreas Quirici

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