Gioco
Una calamita anti-umidità nella chiesa di San Rocco
San Miniato, si sperimenta Biodry: l’apparecchio in grado di “asciugare” i muri Il sindaco Gabbanini: «L’edificio tornerà al suo antico splendore»
SAN MINIATO. Una tecnologia semplice e al tempo stesso innovativa, che crea un campo magnetico in grado di respingere l’umidità. È il sistema Biodry, installato da ieri all’interno della chiesa di San Rocco, nel centro di San Miniato, per riportare all’asciutto le mura di uno degli edifici più cari ai sanminiatesi, dove si conservano, in condizioni precarie, gli affreschi realizzati nel ‘67 dalla schiera di pittori locali.
Un passo in avanti dopo la sistemazione del tetto, che arriva a San Miniato grazie alla ditta Wall & Wall Sagl di Lugano, che si è offerta per una dimostrazione pratica di intervento con la formula della sponsorizzazione. Attraverso la Soprintendenza, a cui l’impresa svizzera si era rivolta per dare prova della propria tecnologia, gli ingegneri della Wall & Wall sono arrivati ieri mattina nella chiesa affacciata su piazza Buonaparte. Presente il direttore tecnico Franco Baga, col responsabile installazioni Biodry Paolo Gorini e al referente commerciale di zona Marco Frilli, che hanno dato inizio ai lavori sotto gli occhi del sindaco Vittorio Gabbanini, dell’assessore Mariateresa Piampiani e degli architetti Riccardo Lorenzi e Nedo Toni della Soprintendenza di Pisa.
L’intervento è iniziato con la mappatura accurata delle murature, attraverso l’analisi dei campioni prelevati con una serie di fori ad altezze diverse: per ciascun punto, grazie a un apposito macchinario, è stata calcolata la quantità di acqua contenuta all’interno del muro, che ha superato perfino il 10% in alcune parti della struttura. In base al report complessivo, gli ingegneri hanno programmato il raggio d’azione del dispositivo Biodry, che è stato posizionato all’interno dell’edificio.
L’apparecchio, di ridotte dimensioni, serve a creare un campo magnetico che va a modificare la polarità all’interno dell’edificio, spingendo e mantenendo l’umidità verso il basso. Il tutto, quindi, senza bisogno di sostanze chimiche o di interventi murari, ne di allacciamenti alla rete elettrica o ad altre forme di alimentazione: il dispositivo funziona grazie al campo magnetico terrestre.
«Un sistema naturale – spiega Franco Baga – non nocivo e reversibile. Il dispositivo dovrà rimanere per sempre all’interno dell’edificio, in modo da annullare la causa principale dell’umidità». L’obiettivo, per il futuro, è quello di garantire le condizioni necessarie al restauro degli affreschi. «La chiesa tornerà all’antico splendore – dice il sindaco Gabbanini –. È solo uno dei tanti interventi nel centro storico, a dimostrazione dell’impegno per restituire alla cittadinanza, grazie alla collaborazione tra enti, la percezione dei luoghi e degli edifici che caratterizzano San Miniato».
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