Il Tirreno

Pontedera

S. Chiara, la Asl si tira indietro

di Andreas Quirici
S. Chiara, la Asl si tira indietro

Futuro in bilico e incertezze, martedì incontro decisivo. Il presidente: ci aspettiamo risposte serie

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VOLTERRA. Renato Bacci e Rocco Damone saranno faccia a faccia martedì prossimo. Il presidente dell'azienda di servizi alla persona Santa Chiara e il direttore generale dell'Asl di Pisa s'incontreranno per discutere del futuro della struttura da 75 posti letto (di cui 50 in convenzione con il sistema sanitario regionale) e 60 dipendenti. Sul tavolo del confronto l'attuazione del piano aziendale della stessa Santa Chiara.

«Un piano – si legge in un comunicato del consiglio d'amministrazione – che Damone ha prima sottoscritto in qualità di membro della Società della salute, ma che poi, nelle vesti di direttore dell'azienda sanitaria, ha sottratto la stessa Asl agli impegni che erano stati inseriti proprio nel piano».

Come l'area dove far sorgere la nuova Rasd. Accuse abbastanza pesanti, giunte dopo un'intervista di Damone in cui ha, di fatto, stroncato i piani del Santa Chiara sulla Rasd, la residenza sanitaria assistita per disabili. La struttura fa parte del piano del Santa Chiara ed è uno degli elementi che dipendono «dalle decisioni di Damone», come scritto nel comunicato, «oltre alla disponibilità di un terreno interno all'area ospedaliera, dove costruire la nuova Rsa e il rinnovo delle convenzioni in essere con il Santa Chiara per gli anziani bisognosi di ricovero».

La strada per la costruzione della Rsa è tracciata, secondo il cda: «Il percorso prevede il ricorso alla selezione con bando pubblico». E le idee appaiono chiare anche per la Rasd: «Conti alla mano, sosteniamo che potrebbero essere trasferiti nella nuova struttura gli attuali ospiti del Morel, come previsto dal piano dell'Asl. Tra l'altro a costi di retta giornalieri inferiori a quelli che la Asl». Ma le idee per il Santa Chiara sono state, al momento frustrate in parte dallo stesso Damone.

«Nel corso delle riunioni avute in Società della salute abbiamo congiuntamente individuato l'area del parcheggio all'ingresso dell'ospedale, in cui far sorgere la nuova struttura – scrive il cda - Ma solo ora Damone dice di non essere disponibile a concederla, perché si ridurrebbero i posti per le auto della zona ospedaliera. Dimenticando che siamo pronti, a nostre spese, a realizzare un nuovo parcheggio in aree dismesse».

Insomma, in vista dell'incontro tra Bacci e Damone di martedì, il clima non è certo da merenda su un prato in mezzo alle margherite. «Ci aspettiamo risposte da Damone – si legge ancora nel comunicato – da manager che evita generiche affermazioni politiche, ma che esprime concrete capacità di proposta imprenditoriale, altrimenti saremmo legittimati a pensare che i suoi repentini ripensamenti hanno motivazioni che ben poco si misurano con i reali bisogni del territorio».

Un incontro a cui guardano con interesse anche i sindacati, che saranno convocati dal Santa Chiara dopo martedì prossimo. Sonia Antoni, della Cgil, è piuttosto chiara: «La politica dello scaricabarile deve finire. Basta con la ricerca delle colpe, perché è in ballo un'azienda che offre un servizio sociale molto importante e un livello occupazionale di rilievo per la Valdicecina». Il presidente del Santa Chiara, Renato Bacci, lascia ogni commento al comunicato del cda dell'azienda. Su di lui “pende” una voce: sarebbe pronto a dare le dimissioni per protesta nei confronti dei ventilati tagli dei posti letto in convenzione e della mancata attuazione del piano aziendale. Lo stesso Bacci, però, cerca di spegnere le polemiche: «Andrò all'incontro con Damone con l'intento di ascoltare le parole del direttore generale dell'Asl e di portare le proposte per lo sviluppo del Santa Chiara. E il futuro dell'azienda dipende tutto da quel che ci dirà l'azienda sanitaria. Ma preciso che qui non si dimette nessuno. Io non ho intenzione di farlo, in questo momento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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