Finanza
«Nominato in base ai requisiti»
Sul caso del revisore dei conti dell’Unione a processo, il presidente Millozzi chiude alle polemiche
PONTEDERA. La forma. È la barriera levata dal presidente dell’Unione Valdera Simone Millozzi per avvalorare la nomina a revisore dei conti dell’Unione Valdera del commercialista Roberto Dell’Omodarme. E poco importa se il professionista è sotto processo nell’inchiesta ligure sul Parco delle Cinque Terre per una presunta truffa ai danni dell’Unione europea. «L’Unione ha nominato il revisore dei conti valutando il suo curriculum vitae che, nel caso specifico, era ricco e articolato, con positive e numerose esperienze, molte ancora attive, in numerosi enti locali della nostra Provincia. Lo stesso revisore è stato per ben due mandati nominato a ricoprire la stessa carica presso il Comune di Pontedera, dove ha svolto con correttezza e competenza il suo ruolo».
Non c’è spazio per una valutazione di opportunità. E ciò nonostante il giudizio presso il tribunale di La Spezia verte su truffe consumate e tentate per ottenere finanziamenti attraverso la Regione Liguria ed atti falsi che davano per eseguiti lavori non svolti, ma liquidati. Inchiesta in cui Dell’Omodarme è rimasto coinvolto nel suo ruolo di revisore dei conti del Comune di Riomaggiore. «Abbiamo letto anche noi delle inchieste giudiziarie, ma ci risulta che lo stesso revisore sia confermato nell’albo dei revisori – dice Millozzi –. Fino a che gli organi di autocontrollo della categoria ritengono che un professionista possa esercitare le proprie funzioni diventa inopportuno da parte di un ente locale comportarsi diversamente. Riteniamo sarebbe stato grave, da parte nostra, escludere un professionista titolare di quello che riteniamo il miglior curriculum, sulla base di una inchiesta giudiziaria che non si è ancora conclusa». In realtà, avvalorata dai giudici la fondatezza dell’ipotesi di reato alla base dell’inchiesta, quello che manca è solo la sentenza.
A Ponsacco, il commercialista pisano è nella terna dei sindaci revisori dei conti del Comune. «Se un professionista ha i requisiti formali e un curriculum di rilievo è un percorso lineare procedere alla sua nomina – dice il sindaco della città del mobile Alessandro Cicarelli –. La linearità del percorso è anche una forma di garanzia per la Pubblica amministrazione». Ma ammette di non essere stato a conoscenza del caso giudiziario. «Tuttavia, scegliere sulla base di questo elemento non sarebbe legittimo».
Più prudente il sindaco di Santa Maria a Monte David Turini, che di recente ha passato il testimone di presidente dell’Unione a Millozzi. «Rimane la presunzione di innocenza, ma non ero a conoscenza del caso – dice –. Mi riservo di discutere la questione e di fare le opportune verifiche in sede di giunta dell’Unione».
«Non ero a conoscenza del caso, mi informerò dal presidente dell’Unione», s’impegna il sindaco di Buti Alessio Lari. Mentre il collega di Bientina, Corrado Guidi, taglia corto sulla scia di polemiche seguite alla nomina di Dell’Omodarme: «Fino al giudizio definitivo tutti sono innocenti. Altrimenti non si capisce perché per anni abbiamo avuto un presidente del consiglio pluri indagato».
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