Il dolore
Il Maschio, carcere modello a livello nazionale
Sel in delegazione: ambiente sano, buon rapporto tra detenuti e agenti e tante attività
VOLTERRA. Una struttura modello, soprattutto se inserita in un contesto nazionale ricco di situazioni critiche. Il carcere di Volterra si conferma struttura di grande qualità, come confermato dalla delegazione di Sel, in visita al Maschio. «Tutti i parametri presi in considerazione – spiega Mauro Romanelli, consigliere regionale – ci dicono che il carcere volterrano rappresenta una delle realtà migliori in ambito nazionale. Meno di 180 detenuti, tutti in celle singole appena più piccole dei 9 m2 regolamentari; un ambiente sano, con un rapporto tra detenuti e agenti penitenziari sereno; l'inserimento della struttura nel contesto cittadino, e non il suo confinamento in periferia. Una realtà che deve essere d’esempio per molte altre in l'Italia». I problemi, però, arrivano proprio dalle istituzioni, che recentemente hanno tagliato del 50% le cosiddette mercedi, ossia le paghe dei carcerati per il lavoro svolto in carcere. Un duro colpo alle possibilità di dignità e di riscatto sociale.
Oltre a Romanelli erano presenti Dario Danti, coordinatore provinciale di Sel, e Massimiliano Casalini, consigliere provinciale, si inserisce in un percorso ampio, che ha visto la delegazione recarsi a Sollicciano, al Don Bosco e alle Sughere. «Il sopralluogo fatto a Volterra – spiega Casalini – è tra i più positivi. Questo carcere rispetta a pieno il principio costituzionale del fine rieducativo della pena. La sartoria, i corsi di scuola, soprattutto l'attività teatrale fanno la differenza: da 25 anni Punzo e i suoi collaboratori offrono un grande contributo sociale e culturale. Speriamo che la proposta del governatore Rossi al Ministero di Grazia e Giustizia di realizzare un Teatro Stabile abbia la giusta considerazione, perché lo meriterebbe veramente».
Nicolò Colombini
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