Il dolore
Cdc, c’è ancora un mese per decidere il futuro
L’assemblea dei soci dà mandato ai manager di proseguire la trattativa Prime manifestazioni di interesse a sostenere l’azienda da un pool di banche
PONTEDERA. Dove c’era nebbia adesso c’è un percorso. Restano le incertezze, ma dentro la crisi in cui è finito il colosso informatico di Gello è già un risultato da salutare in positivo. E così ha fatto l’assemblea straordinaria dei soci Cdc che ieri, a larga maggioranza, ha dato mandato al management di esplorare il sentiero indicato dall’apertura di un pool di sette istituti di credito all’insegna della continuità aziendale. Un mese di tempo per mettere a punto tutti i tasselli e chiudere una partita che resta complicata.
Tradotto, la trattativa con il pool di istituti di credito consiste nella conversione di parte del capitale in strumenti finanziari partecipativi, una via di mezzo tra le obbligazioni e le azioni per diritti e responsabilità. Una disponibilità che si accompagna a quella della società controllante, che fa capo al socio di maggioranza Giuseppe Diomelli, di versare in un’unica soluzione 6 milioni di euro. Un mix su cui poggia la domanda di concordato in continuità dell’attività aziendale.
Servono approfondimenti prima di arrivare a una proposta definitiva da sottoporre alla valutazione delle banche, in testa Mps, Bcc Fornacette, Carismi e Banca Etruria per restare agli istituti con radici in Toscana. Un dato certo è che i soci hanno deliberato di non mettere in liquidazione l’azienda. E i presenti lo hanno fatto senza che venisse registrato alcun voto contrario.
A seguire l’assemblea c’è stato un nuovo consiglio di amministrazione. Il management ha deliberato un nuovo calendario: assemblea straordinaria in prima convocazione il 28 dicembre e in seconda l’8 gennaio. Da lì uscirà il futuro della Cdc. Il termine per presentare al tribunale di Pisa la domanda di concordato in continuità dell’attività o quella di messa in liquidazione è l’11 gennaio.
«Questo è un primo passo – afferma l’amministratore delegato Enrico Dell’Artino –. Non è un passaggio definitivo, ma è comunque importante perché permette un altro mese di lavoro». E sarà un lavoro che parte da tre pilastri. «La disponibilità della società controllante a versare a saldo e stralcio di tutte le situazioni debitorie 6 milioni di euro, che ha permesso di sbloccare la trattativa con gli istituti di credito – spiega Dell’Artino –. E quella delle banche che è ancora da concretizzare nei dettagli. Ma anche l’impegno delle istituzioni locali e regionali di appoggio, condivisione e supporto verso le banche».
La prospettiva a cui si sta lavorando prevede un concordato in continuità con assuntore, ovvero una nuova struttura societaria capace di garantire continuità all’azienda per un centinaio di addetti, con un nuovo azionista che si farà carico di assumere gli impegni concordatari che faranno seguito all’omologa del tribunale di Pisa. E la gestione del nuovo sarà affidata all’attuale management.
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