Sicurezza
Quel motore acceso al Museo Piaggio: non succedeva dagli anni Sessanta
Dopo cinquant'anni, nel cortile circondato dalle stesse officine in cui nascevano i famosi motori radiali Piaggio, si sente di nuovo girare un motore d'aereo
PONTEDERA. «Dopo cinquant'anni, nel cortile circondato dalle stesse officine in cui nascevano i famosi motori radiali Piaggio, che ai tempi d'oro della nostra aviazione conquistarono importanti primati mondiali, tra cui i record di distanza, quota, velocità e trasporto, finalmente si sente di nuovo girare un motore d'aereo», dice Max Pinucci, ideatore e organizzatore di “Creactivity”, la rassegna dedicata alle nuove frontiere del design che al Museo Piaggio, in questo weekend, ha la sua base operativa.
Tre cilindri, dimensioni compatte e grinta da vendere. L'ha inventato Paolo Alessandrini, industriale dalle intuizioni geniali, creatore assieme al fratello Alessandro (presente ieri al Museo Piaggio, anche in vece di Paolo, recentemente scomparso all'età di 56 anni) della “Art Engineering” e della “Mae” (Modena Avio Engineering).
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