La manifestazione
Presentato il ricorso al Tar contro la maxi discarica
Peccioli: il Wwf fa appello ai giudici perché blocchino l’ampliamento del sito di Legoli. Anche Fulco Pratesi schierato con il fronte del “no”
PECCIOLI. Il gruppo consiliare di minoranza “Peccioli Libera” chiama l’altra “parte dell’opposizione” a raccolta attorno al ricorso al Tar presentato dal Wwf contro l’ampliamento della discarica di Legoli, gestita dalla Belvedere spa. «Ci farebbe un immenso piacere – afferma il capogruppo di “Peccioli Libera”, Vincenzo Di Sandro – che anche l’altro gruppo di opposizione si liberasse dei vecchi lacci politici che ancora lo legano al “sistema dei rifiuti” e dichiarasse apertamente la propria contrarietà non solo all’ampliamento, ma alla discarica stessa. Così da lavorare insieme a noi e a tutte le persone di buona volontà, in modo che Peccioli possa tornare a essere un paese normale».
Intanto, per il primo dicembre, è stato organizzato un incontro in cui sarà illustrato in maniera dettagliata il ricorso al Tar, a cui, però, non sarà presente Fulco Pratesi, storico esponente del Wwf, che è intervenuto più volte sullo scottante tema della discarica pecciolese. Porta la sua firma un recente articolo pubblicato sulla sezione blog del National Geographic. E che è stato opportunamente inserito nella pagina Facebook creata per aggiornare sulla vicenda, denominata “Un ricorso per il futuro (discarica di Legoli)”.
Qui si trovano tutte le informazioni relative alle iniziative legate al ricorso, compresa la campagna per sostenerlo: si dona due euro e in cambio si riceve un biglietto distribuito dai sostenitori dell’azione nei confronti dell’ampliamento, che sul manifesto inserito sul social network viene definito come «mostruoso, di oltre 4 milioni di metri cubi, che farebbe di Legoli la pattumiera della Toscana, un ampliamento profondamente sbagliato su cui permangono molti dubbi». «I dipendenti del comune e della Belvedere – prosegue ancora Di Sandro – non devono preoccuparsi per il loro futuro. Opportunità di lavoro, anche senza la discarica di Legoli, ce ne sono e ce ne saranno tante. Basta fare altre scelte, abbandonare i rifiuti e guardare al futuro in maniera più costruttiva. Dovranno preoccuparsi, invece, quelli che fino a oggi sono vissuti troppo comodamente alle spalle del “sistema”, perché per loro il futuro non sarà certamente più lo stesso. Non ce ne saranno più di cattedrali nel deserto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
