Il Tirreno

Pontedera

«I nostri pagamenti? Puntuali e regolari»

di Sabrina Chiellini fotoservizio Franco Silvi
«I nostri pagamenti? Puntuali e regolari»

Le reazioni degli ambulanti sul “caso” del suolo pubblico

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CASCINA. Il primo giorno di mercato, a Cascina, dopo gli ammanchi registrati nelle casse del Comune delle somme pagate dagli “spuntisti”, i venditori ambulanti che non hanno il posto fisso a fiere e mercati, non registra cambiamenti sulle modalità di rilascio delle ricevute da parte degli agenti della polizia municipale che si occupano della riscossione. Ancora ricevute numerate a mano, consegnate agli ambulanti. Stesso sistema dunque. I voucher, che manderanno in pensione le ricevute stile-lotteria, non hanno debuttato. Il Comune ha bisogno di tempo per mettere a punto il nuovo sistema di riscossione e distribuire ai tabaccai la documentazione necessaria.

L’assessore alla polizia municipale, Alessandro Ribechini, è stato al mercato durante la mattinata e i vigili hanno svolto il loro lavoro come sempre ma con qualche imbarazzo in più.

«Chi si occupa della riscossione ai mercati ha sempre fatto il suo lavoro – dice Marco Benedetti, agente della polizia municipale, mentre con una collega consegna le ricevute agli “spuntisti” –, cosa è successo dopo verrà accertato. Ma non si può dare tutta la responsabilità alla polizia municipale. L’ho già detto all’amministrazione durante una riunione sindacale e oggi lo ripeto. Ci sono state varie responsabilità anche di chi avrebbe dovuto fare verifiche e non lo ha fatto».

I più sorpresi dalla vicenda sono gli “spuntisti” stessi. «Noi abbiamo sempre pagato regolarmente – dice un ambulante, Elarbi Hamzadoj, che vende abbigliamento –. Venti euro per ogni giornata a Cascina come a Navacchio. Le ricevute prima avevano il numero di serie stampato. Poi, un numero scritto a mano. Ma a noi sono sempre state consegnate puntualmente. Solo stamani (ieri per chi legge, ndr) i vigili sono passati dopo ma credo che sia una conseguenza di quello che è accaduto in questi giorni. Lo abbiamo letto sui giornali e siamo rimasti sorpresi».

«Siamo rimasti sbalorditi da questa storia degli ammanchi – commenta Roberto Luppichini, presidente dell’Anva Confesercenti –. Dispiace venire a scoprire queste situazioni». «Che brutta situazione – commenta Abdellah Ezzenbi, 55 anni, marocchino da 30 anni in Italia, venditore di calzini –. Noi paghiamo ogni volta i nostri 20 euro, se poi qualcuno non li ha dati al Comune... Almeno a Cascina i prezzi del suolo pubblico sono buoni, a Pontedera per il mercato del venerdì ne pago 37 e di questi tempi non è poco».

«Noi non ci siamo mai accorti di nulla, se ci sono stati ammanchi tutto avveniva dopo – spiega Clara Baconcini – a Cascina abbiamo il posto fisso mentre a Navacchio siamo “spuntisti”. Ma il mercato è in crisi e di conseguenza andiamo poche volte». Gli ambulanti aspettano ora di essere informati dal Comune sulle novità dei pagamenti del suolo pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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