Lutto
Fattoria della pace, un grande santuario per aiutare gli animali
FAUGLIA. Capre, maiali, pecore, mucche, cavalli, asini, cani, galline. Negli Stati Uniti si chiamano “Sanctuary”, santuari degli animali. Ovvero centri che, di fatto, accolgono quadrupedi e bipedi...
FAUGLIA. Capre, maiali, pecore, mucche, cavalli, asini, cani, galline. Negli Stati Uniti si chiamano “Sanctuary”, santuari degli animali. Ovvero centri che, di fatto, accolgono quadrupedi e bipedi cosiddetti “ex reddito” salvati da morte certa, violenze, maltrattamenti. Nel prossimo futuro anche Fauglia potrebbe avere il suo, nella zona di Montalto, con i 14 ettari di terreno comunale che il sindaco vorrebbe mettere a disposizione per un progetto che guarda alla salvaguardia degli animali.
Dal litorale di Marina di Pisa guarda, infatti, verso la Valdera il rifugio Ippoasi, un’associazione di volontari che da anni, ormai, sta cercando di divulgare e sperimentare con la sua attività e i suoi 70 animali, una vita basata sulla non violenza.
«Da Marina ce ne dobbiamo andare entro metà gennaio, abbiamo un discorso già avviato col parco di San Rossore con cui stiamo lavorando da un anno, per un’area a San Piero a Grado, ma potremo pure diversificare la nostra attività anche a Fauglia», spiega il 31enne labronico Christian Luciani, uno dei fondatori del rifugio, insieme a Egon Botteghi, 41 anni, anche lui di Livorno. Ippoasi è uno dei cinque centri in Italia ad occuparsi di animali “ex reddito”. A parte le galline e conigli, il resto degli “abitanti” del rifugio vive insieme. Armoniosamente.
Circondati da quel gruppo di volontari che compongono l’associazione, tutti vegani. Ippoasi collabora con il carcere di Gorgona, hanno lo stesso veterinario) e attiva borse lavoro ad ex tossicodipendenti e si sovvenziona attraverso adozioni a distanza degli animali e benefit. La regola è una: là dentro nessun animale deve essere utilizzato. E alle scolaresche e ai visitatori (tante famiglie da tutta Italia) che vanno, si insegna il rispetto per la naturalità degli animali. A Fauglia, gli attivisti dell’associazione potrebbero ricreare questo progetto, oppure implementarlo e diversificarlo. La decisione ancora non è stata presa e per adesso con il sindaco di Fauglia c’è stato solo un primo incontro.
«Io ho detto loro – spiega CarloCarli – che la mia intenzione è quella di creare a Montalto, dove il Comune ha a disposizione 14 ettari di terreno, un progetto ampio, ovvero un centro di recupero fauna selvatica dove ospitare animali maltrattati, sequestrati».
All’interno di questa maxi operazione potrebbe, pure, esserci la soluzione per una nuova sede dell’associazione "La voce degli animali" di Grazia Simonali, che nella frazione di Valtriano salva da tempo centinaia di gatti e cani in difficoltà. Ma là non può più stare, il rifugio non è a norma e troppe sono “le visite” delle forze dell’ordine. «Ho parlato con Simonali e le ho prospettato questa soluzione: anche lei ha consapevolezza che da Valtriano deve venire via», continua Carli. Che assicura che, i tempi, con una variante urbanistica, non dovrebbero essere lunghi
Francesca Suggi
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