Il Tirreno

Pontedera

Cdc, corsa contro il tempo la delibera non c’è ancora

di Manolo Morandini

Consiglio di amministrazione ad oltranza per l’assemblea di stamani Da sciogliere gli ultimi dettagli del piano di salvataggio da presentare ai soci

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PONTEDERA. Si gioca sul filo dei minuti la soluzione per dare un futuro alla Cdc. Nel consiglio di amministrazione che si è riunito ieri nel tardo pomeriggio, nella sede di Gello, la proposta di delibera da presentare ai soci non ha preso una forma definitiva. I consiglieri restano in seduta permanente, al di là della pausa notturna, per chiudere il documento questa mattina. Una corsa contro il tempo, in vista dell’assemblea straordinaria dei soci, convocata per le 11, in seconda convocazione, all’hotel Tulip Inn Pisa East di Cascina.

Questione di dettagli. È quanto spera chi guarda a quel documento come alla possibilità di dare un futuro al colosso informatico di Gello. Una prospettiva drasticamente ridimensionata per numero di addetti e fatturato, ma comunque sostenibile. A prendere quota sarebbe la soluzione per il salvataggio dell’azienda. Un progetto di concordato in continuità dell’attività capace di scongiurare la messa in liquidazione dell’azienda.

Nel quartier generale di Gello si lavora da tempo alla soluzione, sulla scorta delle risposte degli istituti di credito. In particolare, le manifestazioni d’interesse rispetto alla proposta di entrare in quota parte nel capitale della Cdc Spa. Un impegno che si accompagna a quello dell’azionista di maggioranza Giuseppe Diomelli, a mettere nella partita, a saldo e stralcio di tutte le situazioni debitorie con la società, 6 milioni di euro.

Il quadro. Il quadro resta incerto, ma dovrebbe essere stato sgombrato il campo dall’ipotesi di messa in liquidazione volontaria della società. Un primo segnale, in questa direzione, è arrivato quasi alal vigilia della prima convocazione dell’assemblea straordinaria quando il socio di maggioranza aveva preannunciato che avrebbe fatto mancare il numero legale.

La lettera. La lettera con cui l’azionista di maggioranza Giuseppe Diomelli dichiara in modo formale la propria disponibilità a versare 6 milioni di euro è un impegno importante e atteso come viatico per il salvataggio, ma condizionato al fatto che le banche facciano la loro parte e che il tribunale di Pisa approvi il progetto di concordato in continuità che presenterà Cdc con l’omologa.

La ricetta. Con la conversione di parte dell’indebitamento verso le banche in quote di capitale dell’azienda, e un necessario arretramento della posizione di Diomelli, il salvataggio potrebbe passare anche da una diversa architettura societaria. Il management Cdc assistito dall'advisor Deloitte ha messo a punto la manovra finanziaria e l'ipotesi di piano strategico alla base del concordato in continuità di attività dell'azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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