Sicurezza
Si allarga a Montopoli la polemica anti-biogas
Nei campi tra Capanne e Casteldelbosco spuntano i cosiddetti “silobags” per la conservazione e lo stoccaggio dell’insilato di mais destinato all’impianto
MONTOPOLI. L’aspetto è quello di lunghe serre, distese fra i campi per qualche decina di metri. Cinque tunnel paralleli in polietilene, di colore bianco, ben visibili dallo svincolo Fi-Pi-Li di Montopoli. Sono comparsi nei campi a metà strada fra Capanne e Casteldelbosco, non lontano dalla ferrovia. Una novità che non è passata inosservata, e che ha subito suscitato domande e perplessità. Immediato il collegamento con la vicenda del biogas di San Donato, dove proprio a fianco dell’area destinata all’impianto, sono comparse le stesse strutture di stoccaggio per i cereali destinati al trattamento. Si tratta dei cosiddetti “silobags” prodotti dall’azienda Boschi Servizi di Ravenna. Un sistema innovativo e all’avanguardia per la conservazione dei cereali, senza bisogno di particolari trattamenti, né termici né antiparassitari, che risulta ideale anche per lo stoccaggio di sostanze umide, compresi i sottoprodotti delle lavorazioni industriali, nonché l’insilato di mais, destinato appunto al trattamento a biogas. Ed è proprio questa la funzione dei cinque “silobags” di Montopoli, realizzati da un’azienda agricola locale, intenzionata, se l’accordo andrà in porto, a venderne il contenuto nei prossimi mesi alla Prati Bioenergia, la srl impegnata nella costruzione dell’impianto di San Donato. Un questione sollevata negli ultimi giorni da un volantino di Rifondazione, che ha di fatto esportato la polemica sul biogas anche sulla sponda sinistra del Valdarno. La vicenda, infatti, arriverà anche sui banchi del consiglio comunale, attraverso un’interrogazione del Gruppo Misto che chiede garanzie e informazioni sulla provenienza, la tipologia e l’utilizzo del materiale stoccato, nonché sugli eventuali effetti nocivi per l’ambiente. «La biomassa di origine agricola, nel suo processo di putrefazione – scrivono i consiglieri Giuseppe Novino e Maria Vanni - può degradare e perdere carboidrati che danno vita all’emissione di cattivi odori, creando liquami e biogas che possono creare problemi anche alle falde acquifere. I rifiuti organici, inoltre, possono essere la felice dimora di insetti e roditori». I consiglieri, quindi, «chiedono di conoscere – si legge – la tipologia di materiale stoccato, da dove proviene, quale sarà il suo utilizzo, quant’è il tempo di permanenza nell’area di stoccaggio, se sono state richieste autorizzazioni e che cosa è stato concesso, e infine quali strumenti di controllo eventualmente sono stati previsti». Da San Donato, invece, i dirigenti della Prati Bioenergia spiegano che quello dei “silobags” è «il metodo più naturale e meno invasivo per la conservazione dei cereali, senza l’uso di antiparassitari come avviene invece nei normali silos». «Tutto il loro contenuto viene riutilizzato – aggiungono – senza alcuno sversamento di liquami o percolato sul terreno».
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