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«I nostri figli lasciati a piedi dal bus»

«I nostri figli lasciati a piedi dal bus»

La denuncia di una mamma: prima la coincidenza saltata, poi sono scesi in mezzo a una rotonda

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CRESPINA. «Hanno lasciato i nostri figli per strada, in mezzo a una rotonda. E questo è avvenuto per correggere un altro errore che, l’autista del pullman aveva commesso prima». La denuncia è di Franca Di Palma, madre di uno studente che frequenta le superiori a Pisa. Il suo racconto è dettagliato ed è già parte di un esposto che ha presentato all’ufficio reclami della società dei trasporti pisani. Quella che tutti ancora chiamiamo Cpt, ma che adesso ha un’altra sigla: Ctt-Nord. «La corsa delle 1,08 da Pisa, avrebbe dovuto aspettare un altro bus a Vicarello, per la coincidenza. Ma l’autista non l’ha fatto». Così alcuni studenti sono rimasti lì, alla fermata. Senza sapere quel che avrebbero dovuto fare, magari aspettando il bus successivo.

Invece, è accaduto altro, secondo il racconto della donna, che ha ricostruito tutto attraverso le testimonianze di alcuni ragazzi che si trovavano nel veicolo. «Quando probabilmente l’autista s’è accorto che dei ragazzi erano stati lasciati a piedi alla fermata, ha deciso di tornare a prenderli».

Il pullman era già alle porte di Cenaia, nella rotonda all’entrata del paese. E, con molta probabilità, qualcuno all’interno s’è lamentato. Ha chiesto di scendere. «Anche perché a Cenaia – spiega la signora Franca – qualcuno avrebbe dovuto prendere un’altra corsa, un’altra coincidenza». E allora i ragazzi sono scesi. Tanti. Forse tutti. «Una cinquantina», assicura la donna che ha denunciato l’accaduto alla Ctt. «E non è l’unico fatto – sbotta Franca Di Palma – la settimana scorsa ci fu un guasto. Il veicolo rimase fermo mezz’ora.Quando ripartì c’erano le porte che si aprivano durante il tragitto».

Alla Ctt, dove hanno ricevuto il reclamo, assicurano che sarà fatta chiarezza: «Una coincidenza può saltare - spiega l’ingegner Pasquale Zoppo del Consorzio trasporti - ogni giorno sono centinaia, qualche disagio può verificarsi. L’altra vicenda, però, è tutta da chiarire. Se il racconto della signora è vero, sarebbe grave. Faremo un’indagine interna, parleremo con l’autista. Poi vedremo».

Emilio Chiorazzo

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