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Elena fa da apripista al gemellaggio

Elena fa da apripista al gemellaggio

SAN MINIATO. Quando è salita in aereo, da sola, alla volta della Turingia, non aveva ancora 18 anni. Ad attenderla, nel cuore verde della Germania, c’erano tre settimane di lavoro nel campo del...

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SAN MINIATO. Quando è salita in aereo, da sola, alla volta della Turingia, non aveva ancora 18 anni. Ad attenderla, nel cuore verde della Germania, c’erano tre settimane di lavoro nel campo del turismo e delle relazioni pubbliche, alle prese con il tedesco e con la propria capacità di autonomia e adattamento. È l’avventura di Elena Radesca, di Ponte a Egola, studentessa dell’istituto Cattaneo di San Miniato, che la scorsa estate ha accettato di fare da apripista al progetto di collaborazione scolastica fra San Miniato e Apolda, cittadina della Germania centrale, che da un paio d’anni sta tessendo scambi e relazioni con la città della Rocca. Il progetto, nato da un’idea della professoressa Elena Marianelli, prevede la possibilità di stage lavorativi nelle due città, a vicenda, per gli studenti dei rispettivi istituti scolastici. Questo weekend, per il terzo appuntamento della Mostra Mercato del Tartufo, Apolda sarà presente a San Miniato con un proprio stand, dove Elena Radesca sarà chiamata a fare da traduttrice e a raccontare la propria esperienza in Germania. Venti i giorni trascorsi in Turingia, spostandosi ogni settimana in una famiglia e in un luogo di lavoro diverso: i primi giorni alla reception del principale albergo cittadino, per poi passare all’Ufficio informazioni del Comune e infine in un’agenzia di viaggi, dove ha avuto il compito di preparare la futura gita a San Miniato che Apolda vuole organizzare per i propri cittadini. «Riuscire a capire e a farsi capire in tedesco è stata una sensazione bellissima; un riconoscimento degli sforzi fatti», dice Elena, che oggi consiglia la stessa esperienza ai propri compagni. «Quando la professoressa me l’ha proposta ho accettato subito – racconta - sia perché il tedesco è una lingua che mi piace tanto, sia perché la reputo importante per trovare lavoro nel campo turistico e amministrativo, soprattutto in Toscana, dove i turisti tedeschi sono i più numerosi. Dopo un po’ di difficoltà iniziali, mi sono accorta che riuscivo a capire sempre di più, acquisendo la sicurezza di provare a parlare in tedesco di tutto e con tutti. So che l’idea di essere soli in un paese straniero può spaventare, ma in realtà è proprio qui che ti accorgi di possedere una capacità di adattamento e di autonomia prima impensabili. Quando torni ti rendi conto di quanto sei più ricca sotto tutti i punti di vista».(g.p.)

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