Italia
Storti: «Per via Danti occorrono i controlli Arpat»
SANTA CROCE. Via Dante a Santa Croce, traffico alla moviola e odissea per gli automobilisti. «Mentre l'amministrazione resta a guardare», sottolinea Irene Storti (consigliere comunale di “Più Toscana”...
SANTA CROCE. Via Dante a Santa Croce, traffico alla moviola e odissea per gli automobilisti. «Mentre l'amministrazione resta a guardare», sottolinea Irene Storti (consigliere comunale di “Più Toscana”).
«La risposta dell'assessore Conservi circa le evidenti criticità prodotte dall'eccessivo carico da traffico su via Dante – afferma Storti – nulla aggiunge a quanto da due anni sostenuto dall'amministrazione di fronte alle lamentele dei residenti della via e del quartiere. Demandare alla costruzione del braccetto della Bretella del Cuoio non è più sufficiente: occorre una fase di sperimentazione con la chiusura del traffico proveniente dalla Francesca Sud verso il centro, ponendo il divieto d'accesso in corrispondenza della via d'Azeglio. Questo per valutare sia le conseguenze su via Pallesi, scientemente evidenziate dal comandante della polizia municipale Ammannati, che l'effettivo beneficio su via Dante a prescindere da ogni ipotesi di nuovo assetto viario futuro. Il fatto poi che la semplice costruzione di un dissuasore con strisce pedonali sia condizionata dalla disponibilità economica dell'ente in virtù del patto di stabilità fa storcere la bocca».
I dissuasori, invece, sono stati installati in via del Bosco e via Manzi, lasciando all'asciutto i residenti di via Dante. «Una soluzione da due pesi e due misure – rincara la dose la consigliera –. Avrò modo di discutere anche dei costi di questi dissuasori. Per il momento, ciò che mi preme è evidenziare che in compenso per il centro storico, in tre anni di mandato, non è stato fatto alcunché degno di rilevanza, se non concedere il permesso per la tinteggiatura, a dir poco stravagante, di una dimora storica vincolata o costruire una rotatoria che riporta il nome del paese in uscita anziché in entrata.
Vuole o no l'amministrazione – domanda la Storti – offrire una soluzione definitiva e certa ai residenti di via Dante e del quartiere? Certamente, la mancanza di un intervento risoluto e risolutivo implica l'assunzione di responsabilità da parte della stessa amministrazione sia per futuri danneggiamenti agli immobili che per danni all'incolumità a persone. Ai fini della tutela della salute dei residenti di zona e del quartiere – conclude l'esponente di "Più Toscana" – è a questo punto da ritenersi utile procedere con il passo successivo, ovvero richiedere all’Arpat un controllo ambientale della qualità dell'aria e del livello di inquinamento acustico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
