Finanza
Pirogassificatore, due mesi per la decisione dei giudici
Nessun dibattimento all’udienza di ieri mattina di fronte al Tar della Toscana I vari legali si sono limitati a presentare le oltre 500 pagine di incartamenti
CASTELFRANCO. Saranno le carte a dirimere una volta per tutte l'annosa questione del pirogassificatore della Waste Recycling, giunta ieri mattina presso la seconda sezione del Tar. L'udienza preliminare, alla quale era presente anche Il Tirreno, si è tenuta di prima mattina alla presenza degli avvocati di tutte le parti in causa, i quali si sono limitati a presentare le oltre 500 pagine di incartamenti relativi ai vari ricorsi e alle memorie difensive senza richieste di dibattimento in aula. Il tutto in un'aula decisamente gremita, in cui la dozzina abbondante degli avvocati presenti non ha dovuto fare altro che presentarsi all'appello. Presenti, insieme ai membri degli studi legali rappresentanti i tre ricorrenti contro l'impianto, ovvero Comune di Castelfranco di Sotto e Comuni limitrofi (Santa Maria a Monte, Montopoli, San Miniato e Santa Croce), Comitato Antinquinamento e Rifondazione Comunista, anche i molti delegati delle parti chiamate in causa: Autorità di Bacino, Arpat, Corpo Forestale dello Stato, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Asl 5 e 11, Regione Toscana, Provincia di Pisa e, naturalmente, la Waste Recycling. In mancanza di richieste di dibattimento, segnale ulteriore di come quest'ultima udienza rappresenti il punto d'arrivo della vertenza, per la quale non vi sono particolari novità, nuovi documenti o memorie rispetto ai passaggi precedenti, la parola adesso spetta ai tre magistrati Angela Radesi (presidente), Luigi Viola (relatore) e Bernardo Massari (consigliere), che dovranno redigere la sentenza definitiva sulla questione. Giudizio che, stando al parere dei molti presenti all'udienza, potrebbe essere espresso nell'arco di uno o due mesi al massimo. Un lasso di tempo che, c'è da scommetterci, rovinerà il sonno a non pochi dei protagonisti di tutta questa vicenda, che affolla le cronache da oltre due anni e adesso giunge ad una conclusione che, seppure si apra ancora alla possibilità da parte di ognuno dei contraenti di proseguire la strada verso il Consiglio di Stato (come avvenuto peraltro anche per la sospensione dei lavori inflitta all'azienda a seguito della prima udienza del marzo scorso), con l'attesa decisione dei tre giudici di fatto arriva ad uno snodo decisivo. Nessuno, per rispetto o scongiuri del caso, si lancia per adesso in pronostici azzardati.
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