Il dolore
LE OPINIONI
PONTEDERA Forza Nuova e il ruolo del Comune All’indomani della manifestazione antifascista di Pontedera, leggo su Forza Nuova, opinioni di appartenenti alla sinistra radicale o estremista che...
PONTEDERA
Forza Nuova
e il ruolo del Comune
All’indomani della manifestazione antifascista di Pontedera, leggo su Forza Nuova, opinioni di appartenenti alla sinistra radicale o estremista che affermano che vi sarebbe in materia una qualche responsabilità o quantomeno debolezza da parte del Comune di Pontedera. Segnalo, se ce ne fosse bisogno, che l’azione del Comune è sempre stata improntata all’affermazione di una politica di accoglienza e di inclusione, nel rispetto della legalità, di tutti i cittadini. In questo quadro si colloca la recente iniziativa del conferimento della cittadinanza onoraria ai figli dei cittadini stranieri dal forte significato simbolico che riecheggia, non a caso, una sollecitazione avanzata in primo luogo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La storia di Forza Nuova a Pontedera ricordo, che 7 anni fa, nell'aprile del 2005, la sede di quella formazione fu aperta a Pontedera senza nessuna richiesta di autorizzazione del Comune, ma in base ad un contratto privato di affitto di un fondo da parte di un commerciante pontederese ai loro dirigenti. Ero sindaco, ritenevo e ritengo ancora che l’apertura di quella sede rappresentasse un vulnus inferto alla coscienza antifascista e democratica del territorio. Dopo aver inutilmente sollecitato una riflessione al concedente l'affitto, emisi un’ordinanza di chiusura della sede. Fu convocato un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza presso la Prefettura di Pisa e l’allora Prefetto, Fiorella Scandura, negò il potere del sindaco ad intervenire e l’ordinanza di chiusura decadde. Da sindaco negai più volte l’autorizzazione delle piazze cittadine per lo svolgimento di manifestazioni di Forza Nuova per motivi di salvaguardia e di sicurezza. Per tutta risposta Forza Nuova smise di chiedere il permesso al Comune e si rivolse direttamente al Commissariato che, per la verità, cercò nelle forme consentite di mitigarne l’azione. Sono stato denunciato dai dirigenti nazionali di Forza Nuova per diffamazione e per abuso di ufficio o di potere. Il Magistrato dispose l’archiviazione e il non luogo a procedere.
Il Comune di Pontedera dovrebbe essere portato ad esempio da tutti i sinceri democratici per le politiche di integrazione, per l’azione di opposizione alle forze neofasciste e di contrasto alla propaganda antirazzista e specialmente per l'iniziativa coraggiosa e innovativa del Sindaco Millozzi che tutti gli altri Comuni dovrebbero assumere .
Paolo Marconcini
Ex sindaco di Pontedera
PONTEDERA
Non lasciamo morire
le Società della salute
Nei giorni scorsi il sindaco di Pontedera Millozzi ha lanciato l’allarme per il possibile superamento delle Società della salute in Toscana. Condivido le posizioni di Millozzi istituzionalmente e politicamente: le Sds in Toscana non sono “carrozzoni” ma un sistema articolato di erogazione di servizi socio-sanitari integrati in un quadro di territorialità, sussidiarietà e universalità, integrazione. Fin dal momento della sperimentazione sono stati apprezzabili il ritorno delle funzioni di coordinamento del socio-sanitario dalle asl ai Sindaci che meglio hanno potuto interpretare i bisogni dei propri territori ; il coinvolgimento della rete delle associazioni e dei soggetti del terzo settore, imprese e cooperative sociali, radicate nei territori che oltre a creare cittadinanza attiva hanno contribuito a ridurre l’impatto dei tagli governativi sulla sanità e dell’azzeramento del Fondo Sociale per la non-autosufficienza; l’attenta analisi ed elaborazione dei peculiari bisogni di salute delle diverse zone.
Purtroppo, gravano su tutto gli insostenibili tagli di risorse: è possibile tenere ancora in equilibrio un sistema complesso di servizi in assenza di risorse ? I dati che anche in IV Commissione Consiliare ci sono stati presentati dalle 5 SdS della Provincia di Pisa sono molto confortanti in termini di risposta efficace/efficiente al bisogno, di progettualità, di attività concreta e di gradimento dell’utenza ma spesso drammatici sul piano delle risorse. Non ci interessa dunque il contenitore ma il contenuto: salvare l’integrazione socio-sanitaria, la sussidiarietà, la territorialità, il carattere pubblico del sociale devono essere a nostro avviso punti qualificanti di una eventuale nuova proposta organizzativa, pur, va rilevato, in un contesto di scarsa informazione e di diffusa preoccupazione soprattutto tra gli operatori. Per questi motivi chiediamo chiarezza a Marroni e a Rossi onde evitare che le SdS siano lasciate morire per consunzione.
MassimilianoCasalini
Sel, presidente IV commissione
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