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«Il prezzo del latte non ripaga dei costi»

VOLTERRA. È in pericolo il futuro del formaggio pecorino toscano. «Il dramma è il prezzo: 80 centesimi, massimo un euro. Ma i costi si ripagano almeno con un euro e venti». I pastori di Volterra...

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VOLTERRA. È in pericolo il futuro del formaggio pecorino toscano. «Il dramma è il prezzo: 80 centesimi, massimo un euro. Ma i costi si ripagano almeno con un euro e venti». I pastori di Volterra danno il via libera alla Cia provinciale di Pisa per rilanciare il grido d’aiuto di un segmento strategico del comparto. «L’assessore regionale all’agricoltura Salvadori deve farsi garante – dicono – di un accordo tra pastori e industria sul prezzo del latte».

L’accordo che, hanno ribadito in una recente assemblea a Saline dov’erano presenti oltre 20 aziende, non è mai arrivato all’obiettivo. Da Volterra arriva il quadro di una situazione drammatica, con il reddito per gli allevatori che è al limite della soglia «rossa».

Per la Valdicecina la pastorizia è un settore fondamentale dell’agricoltura, sono 180 allevamenti ovini con totale di capi che si attesta intorno a 20mila. La flessione negli ultimi 5 anni è stata del 10% sul numero degli allevamenti e di circa l’8% dei capi. «Queste percentuali rischiano di salire e potrebbero presto arrivare anche altre cessazioni di attività – afferma il vicepresidente della Cia di Pisa Pierfrancesco Rossi –. Del resto, le aziende non hanno più la forza economica di investire in innovazioni, perché troppo hanno investito per sopravvivere e arrivare fin qui». E aggiunge: «Il comparto arriva da una decimazione negli ultimi 20 anni. Ora con i costi delle principali materie prime per l’alimentazione delle pecore (cereali, foraggio, mais, soia) in salita libera è allarme rosso».

Gli allevatori si stanno unendo, per evitare frammentazione di fronte alla trasformazione per un accordo unico sul prezzo del latte. Alla Regione dicono: «Aiutateci, non produciamo solo per noi ma anche per i paesaggio, l’ambiente e il turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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