Gli hanno salvato la vita, ora li cerca per ringraziarli
La storia raccolta dai volontari Avo all’ospedale Lotti: un senegalese è vivo grazie all’intervento di due uomini dopo l’incidente. E adesso ha bisogno d’aiuto
PONTEDERA. «Ora ho bisogno di un aiuto. Vorrei incontrare per ringraziarli quei 2 signori che mi hanno salvato la vita».È la richiesta raccolta da due volontari dell’associazione volontari ospedalieri lunedì sera da parte di un uomo senegalese ricoverato nell’ortopedia dell’ospedale Lotti. Lo stesso che un paio di settimane fa fu investito da un’auto lungo la strada che collega Pontedera e Ponsacco e che ha rischiato di morire. A salvarlo, furono due uomini che lo soccorsero prontamente; uno dei due riuscì a rianimarlo praticandogli il massaggio cardiaco. Grazie alle cure ricevute, Mbegwe sta recuperando le forze anche se le ferite riportate gli impediscono l’uso del braccio e della gamba destra. Anche i volontari Avo lo hanno avvicinato offrendogli compagnia e aiuto nel mangiare; ma lui, che si esprime in buon italiano essendo giunto nel nostro Paese una ventina d’anni fa, (ha lavorato in Versilia, poi nel parmense, ultima occupazione in una piccola conceria di Santa Croce) ha dimostrato una grande dignità e forza di volontà industriandosi a fare il più possibile con i suoi mezzi. Lunedì sera, però, ha palesato un altro dubbio. «Ho capito che presto mi dimetteranno dall’ospedale; stanno cercando per me un ricovero esterno, ma ho sentito che è difficile. A casa a Ponsacco, dove abito, da solo non posso stare; non ho nessuno e non ho neppure il riscaldamento; lo scorso inverno ho sofferto tanto freddo, ma stavo bene e avevo il lavoro. Ora non posso lavorare». Il pensiero è al Senegal, alla sua famiglia: con orgoglio mostra alcune foto della moglie e della figlioletta. L’Avo raccoglie e fa proprio l’appello ai “due signori” di farsi presenti e alle comunità pontederesi e ponsacchine perché Mbegwe possa avere accoglienza dove recuperare le forze e, un domani, un lavoro.
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