Il Tirreno

Pontedera

«Scusi, mi sa dire dove devo infilare la chiavetta?»

«Scusi, mi sa dire dove devo infilare la chiavetta?»

Partenza a rilento: solo due utenti su dieci hanno utilizzato il nuovo sistema Le difficoltà degli anziani, la paura degli sbagli e il timore delle telecamere

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Tra il 10 e il 20% dei 2800 utenti ha gettato rifiuti in Igenio nel primo giorno del nuovo sistema per la raccolta differenziata tra via Roma e i Villaggi.

Alle 17 il dato era di 285 “clic” ai vari scomparti dei 21 cassoni parcheggiati in altrettante vie della città. Un dato destinato a salire in serata. «Quando, in effetti, avviene il maggior numero di conferimenti – spiega Paolo Marconcini, presidente di Geofor che ha fornito il dato – ed è per questo che quel 10% è destinato a crescere fino al venti nel primo giorno di Igenio. Direi che è andata abbastanza bene». Un nuovo sistema che “garbicchia” ai pontederesi. Non un plebiscito, ma un giudizio positivo sospeso, rispetto a uno strumento che spaventa un po' gli anziani, mette un po' sofferenza per gli orari o per la telecamera che osserva le mosse. «La presenza di Igenio e dei cassonetti ha tranquillizzato le persone – spiega il presidente dell'azienda, Paolo Marconcini – e contemporaneamente ha prodotto un conferimento ridotto nel nuovo servizio rispetto agli stessi cassonetti. E' comunque andata bene, visto che non ci sono stati tantissimi problemi».

Del resto, con l'aiuto dei volontari il primo giorno è filato via liscio per gli utenti compresi tra via Roma e i Villaggi. Le signore anziane con sacchetto aperto e chiavetta in mano che chiedevano «dov'è la serratura?». O il timore di alcuni di gettare la tipologia giusta di rifiuti nell'apposito scomparto, perché «mi hanno detto che ti riprendono con la telecamera e ti fanno la multa». Dubbi legittimi da primo giorno come le incertezze nel gestire la spazzatura. Donne e uomini con i sacchetti di plastica aperti con la carta all'interno, invitati a svuotarli dentro l'apposito scomparto e a disfarsi del sacchetto, appunto, nella parte dedicata alla plastica. «Ma io me lo riporto a casa così poi lo riutilizzo – ha detto ridendo Emanuela Bellio in via Manzoni – Igenio mi piace. Si crea meno sporcizia ai cassonetti. Il problema sono i tanti che ogni giorno vedo scaricare di tutto e andarsene senza problemi. Arrivano con i furgoni e buttano anche gli ingombranti». «Anna, ma te ce l'hai la chiavetta? Me la presti? Io l'ho dimenticata a casa», chiede una donna all'amica alla postazione di Igenio in via Sacco e Vanzetti. Poi ne arriva un'altra che ha avuto problemi con il dispositivo e chiede spiegazioni. La giovane volontaria di Geogor fa spallucce, ma per lei risponde a distanza Marconcini: «A qualcuno la chiavetta non ha funzionato. Ma già dal secondo giorno non avranno problemi. Probabilmente si tratta di utenti a chi è stata consegnata nell'ultima mandata e che non erano ancora stati inseriti dal sistema nel database di Igenio». Dettagli, come l'intenzione di Geofor di ristampare e spedire alle famiglie pontederesi “il rifiutario”, l'abbecedario dei rifiuti, ma non come il tema degli orari in cui servirsi di Igenio, su cui si aprono dibattiti davanti al cassone. «E' un macello – afferma Mario Cei – perché secondo il comune chi lavora dovrebbe girare per la città finché non trova un cassone dove buttare la spazzatura. E' una questione da risolvere, perché così davvero non può funzionare». Visione opposta per Paolo Minuti: «Non dia retta ai discorsi. Questo è un gran sistema. Io mi sono appeso al frigo lo schema delle stazioni e degli orari e non credo proprio che avrò problemi».

RACCONTATECI LA VOSTRA

ESPERIENZA CON IGENIO

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa