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Civici fuori dalle primarie «È una discriminazione»

Civici fuori dalle primarie «È una discriminazione»

VALDICECINA. Vogliono votare nonostante nei consigli comunali siedano su banchi diversi. Nella corsa alle primarie del centrosinistra si lanciano anche esponenti delle liste civiche, che in Alta...

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VALDICECINA. Vogliono votare nonostante nei consigli comunali siedano su banchi diversi. Nella corsa alle primarie del centrosinistra si lanciano anche esponenti delle liste civiche, che in Alta Valdicecina governano in contrapposizione al Pd, ma a fermarli è il regolamento della consultazione.

«L’esclusione dei consiglieri delle liste civiche è una mossa poco giustificata e molto poco lungimirante se si vuole che le primarie siano una occasione di democrazia partecipata con largo coinvolgimento della popolazione e non una semplice appendice di un congresso di partito». Così la Federazione liste civiche Insieme per Cambiare, a seguito delle «numerose segnalazioni sulla contestazione della possibilità di votare per i simpatizzanti e i consiglieri comunali appartenenti ad una lista civica, nei Comuni dove la lista civica opera in contrapposizione al Partito Democratico o ad una lista civica espressione del Pd».

Domenica a Saline la possibilità di iscriversi al registro degli elettori in vista delle primarie è stata negata a Simone Lonzi, assessore nella giunta Buselli. «L’esclusione di alcuni consiglieri troverebbe fondamento in una norma che prevede che non può votare chi svolge attività politica in contrapposizione al centrosinistra –spiegano dalla Federazione civica –. Molti dei nostri consiglieri si riconoscono pienamente nel manifesto di intenti e in uno dei 5 candidati. Casomai dovrebbe essere vietato di votare ad alcuni sindaci del Pd che hanno operato in totale contrasto con gli ideali del proprio partito».

«Auspichiamo che tale discriminazione non si concretizzi – conclude la Federazione –. In ogni caso è necessario che i dirigenti locali del centrosinistra prendano una posizione chiara e dicano chiaramente, comune per comune, chi può votare e chi no. La cosa peggiore da fare è lasciare la decisione caso per caso alle sezioni locali al momento del voto».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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