Sicurezza
Atisale, in ritardo il piano per rilanciare l’impianto
Volterra, appello della Cgil alla proprietà sugli impegni d’investimento «Pronti allo stato di agitazione se a breve non si apre un tavolo di confronto»
VOLTERRA. Annunciato, ma mai arrivato. Da mesi sul Colle si attende di leggere nero su bianco i termini del piano industriale che promette di dare nuove prospettive allo stabilimento Atisale di Saline di Volterra. Doveva essere presentato a settembre dalla proprietà che da poco più di un anno ha rilevato l’impianto. Invece, c’è solo la cornice: circa 7 milioni di euro d’investimento per la produzione di sale industriale, installare un cogeneratore per abbattere i costi dell’energia, e avviare la commercializzazione con un partner di caratura nazionale.
A richiamare sui tempi è la Cgil che esprime «forte preoccupazione per la situazione di stallo in cui versa Atisale». E ciò per l’impegno che la direzione aziendale aveva assunto con i sindacati lo scorso luglio, e successivamente con le istituzioni locali in Regione, a presentare un piano industriale legato al coinvolgimento del nuovo partner entro settembre. «Invece, ad oggi bisogna registrare un totale silenzio».
Sullo sfondo c’è un impianto che stando ai dati forniti dalla proprietà determina perdite per circa un milione di euro all’anno. «è necessario riaprire un confronto con l’azienda», affermano la Cgil zona Valdicecina e la segreteria provinciale Flai. Che aggiungono: «In questo quadro il nuovo partner, che pareva essere a portata di mano ed il cui coinvolgimento risultava strategico per poter effettuare gli investimenti e rilanciare Atisale sul mercato per la produzione delle pastiglie, ad oggi risulta non aver formalizzato alcun accordo con l’azienda. Il partner c’è oppure oppure siamo di fronte a nulla di concreto?».
Lo stabilimento marcia a pieno ritmo. I 45 addetti sono chiamati a far fronte a una fase in positivo del mercato, al punto che si lavora per vendere e non per gli stock di magazzino. «C’è urgenza di investimenti sugli impianti e sulla sicurezza e soprattutto di una reale prospettiva di stabilità produttiva ed occupazionale – dicono –. Abbiamo necessità di sapere se il sito di Saline rappresenta ancora un interesse industriale della proprietà oppure no».
Per la Cgil zona Valdicecina e la segreteria provinciale Flai «è indispensabile l’apertura di un tavolo di monitoraggio degli impegni presi dall’azienda, al fine di fare una verifica rispetto a quanto da essa asserito ai tavoli sindacali e istituzionali nei mesi scorsi». E concludono: «Se il confronto non venisse tempestivamente aperto si renderà necessario mettere in campo tutti gli strumenti e le iniziative utili, anche con le istituzioni, per consolidare e rilanciare l’attività di Atisale in Valdicecina».
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