Sicurezza
Tensione in centro, sfiorati gli scontri
Il corteo antirazzista si ferma davanti a Forza Nuova dove erano presenti dei militanti. Circa mille manifestanti
PONTEDERA. Prima la festa in piazza con l’albero dei diritti, bambini e famiglie protagonisti di un pomeriggio organizzato come risposta all’incursione di Forza Nuova al teatro Era mentre era in corso la cerimonia di consegna degli attestati di cittadinanza onoraria ai figli nati in Italia da genitori stranieri. E poi il corteo – circa mille persone, secondo gli organizzatori – che attraversa la città, in una domenica di shopping a metà con la maggior parte dei negozi chiusi. Una marcia vestita con i colori della lotta alle discriminazioni e le bandiere rosse, aperta da danze e tamburi, che parte dal municipio fino al teatro Era.
Serve a ribadire la richiesta di chiusura della sede di Forza Nuova. Richiesta rinnovata (già lo aveva fatto il predecessore) dal sindaco Simone Millozzi. «Questa..la città che voglio! (a parte qualche "imbecille"). Bella reazione e straordinaria partecipazione! Grazie a tutti!», è stato il suo commento alla fine, affidato a Facebook.
Sfilano i sindaci di tanti Comuni della Valdera e della provincia, amministratori, rappresentanti delle associazioni, di partiti del centrosinistra e militanti dell’estrema sinistra intenzionati a urlare il loro no al partito dell’estrema destra che a Pontedera si è radicato da tempo, tanto da avere deciso di aprire una contestata sede in via dei Portici. Ed è proprio davanti all’ingresso della strada stretta che porta alla sede del partito di ultradestra fondato da Roberto Fiore che la tensione sale alle stelle. Il blindato dei carabinieri è stato messo a protezione della sede. Polizia e carabinieri presidiano la strada (anche da via Marconcini) ed il percorso del corteo è aperto da una macchina della polizia municipale.
Quando davanti a via dei Portici passano i centri sociali e alcuni esponenti dei partiti della sinistra estrema, la situazione si fa incandescente. Volano offese. L’attacco è a Forza Nuova («Fascisti, non vi vogliamo», «Forza nuova: la vostra sede deve essere chiusa») ma anche al personale delle forze dell’ordine impegnato ad evitare che i militanti di Forza Nuova, che ieri si erano riuniti nella sede, potessero entrare in contatto con il corteo.
Nessuno scontro, alla fine, a parte qualche spintone e un paio di lacrimogeni lanciati alla fine del corteo dai manifestanti. Il corteo resta bloccato per oltre mezz’ora davanti all’ingresso della sede di Forza Nuova. Megafono alla mano per dire no a Forza Nuova. Mentre alcuni giovani si avvicinano ai militari dell’Arma «Proteggeteli ancora... vergogna», gridano ai carabinieri impegnati, come la polizia, ad evitare che la protesta degeneri.
Il presidio antifascista di ieri, con slogan e “Bella ciao”, riporta la città indietro di almeno sette anni. A quando i militanti dell’ultradestra che hanno solidi punti di riferimento in provincia decisero di aprire un presidio nella città della Piaggio. Corso paralizzato per ore e gli stessi slogan. In serata il presidio antifascista trova nuovo vigore con i militanti dell’estrema sinistra che sfilano sotto gli occhi dei passanti e di chi si ritrova per l’aperitivo sul corso come ogni domenica pomeriggio. Solo a tarda sera il gruppo dei manifestanti si allontana dopo dei dissapori interni sulla strategia da adottare. C’è chi vuole forzare il blocco delle forze dell’ordine e chiudere la sede di Forza Nuova allontanandone i militanti, che nel frattempo urlano le loro idee. E chi continua a protestare a colpi di slogan.
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