Il Tirreno

Pontedera

I tagliolini? Serviti alla sabbia

di Manolo Morandini
I tagliolini? Serviti alla sabbia

Il comitato “No cave” porta la sua protesta alla Mostra mercato del tartufo a San Miniato

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SAN MINIATO. Una spolverata di sabbia per condire la protesta. È la trovata con cui il comitato No cave porta la questione dei siti di estrazione di sabbia e ghiaia previsti nel cuore della Valle del Chiecina all’interno della Mostra del tartufo bianco di San Miniato. Una cornice per incontrare il grande pubblico e non solo. «La strada del tartufo rischia di sbriciolarsi sotto i colpi delle ruspe – affermano –. Di compromettere una delle aree più generose: un quinto della produzione provinciale viene da questi luoghi».

Per chi si oppone alle previsioni del Piano provinciale delle attività estrattive aprire le cave in quei luoghi mette a rischio il prezioso tubero. Quello, infatti, è uno spicchio di territorio tra i più generosi per la produzione del Tuber magnatum pico, il tartufo bianco, universalmente riconosciuto come il più pregiato tra i tartufi in commercio. Invece, il Piano delle cave tira dritto.

In attesa delle verifiche sulla presenza nelle zone di cava del tartufo, il Piano è in stand-by. Al pari della previsione di estrazione di un milione di metri cubi di materiali dai siti di Chiudendone, San Giuseppe e Cambiati. L’unica possibilità di cancellare quelle previsioni è legata alla revisione della carta delle aree tartufigene. Comune di Palaia e Provincia di Pisa assegneranno l’incarico per verificare la reale estensione delle zone vocate alla raccolta del prezioso tubero in modo da aggiornare i vincoli urbanistici e quindi anche le previsioni del Piano cave.

Passi l’esigenza di tutelare il tartufo, ma per il Comitato contano anche la salvaguardia del paesaggio, delle attività agrituristiche sorte in questi anni, quattordici i posti di lavoro in bilico, e delle falde acquifere di cui è ricco il fondo valle.

La protesta è confinata tra le pareti di una sala con affaccio sulla centralissima via 4 Novembre. C’è la questione del tartufo, l’unica chiave a cui appellarsi per scongiurare l’apertura delle cave. Chi entra si ferma può osservare un prima e un dopo. Lo stato della Valle, così come si presenta oggi e quello che potrebbe essere nel giro di pochi anni se le previsioni della Provincia avranno un seguito. C’è poi un video documentario per ricostruire la vicenda e la possibilità di sottoscrivere la petizione con cui il Comitato punta a dare forza alle proprie ragioni. Già quattrocento le firme raccolte in queste settimane, numerose quelle arrivate nel corso della prima giornata della Mostra del tartufo.

Una scenografia essenziale. Ritagli di giornale che ripercorrono la cronistoria del caso, e appelli: “Sindaco di Palaia ripensaci, sei sempre in tempo”. Perché la protesta è a San Miniato, ma la questione è tutta sulla sponda della valle di competenza palaiese.

Il clou della protesta oggi alle 18. La promessa per chi vorrà affacciarsi nel locale di via 4 Novembre è la degustazione gratuita del “Menù dell’avenir”. Ovvero, «un preparato a base di tartufo della valle del Chiecina, versante Palaia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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