Sicurezza
Cavalieri del Tau, una nuova sede per loro a S. Miniato
Al Seminario Vescovile di San Miniato è stata inaugurata la sede della storica compagnia degli insigniti Cavalieri del Tau. «Innanzitutto è opportuno ringraziare la diocesi di San Miniato - ha detto...
Al Seminario Vescovile di San Miniato è stata inaugurata la sede della storica compagnia degli insigniti Cavalieri del Tau. «Innanzitutto è opportuno ringraziare la diocesi di San Miniato - ha detto il magistrato Pierluigi Luti - e il vescovo monsignor Fausto Tardelli che ha accolto la compagnia fra le mura del seminario , attribuendo generosamente l’uso di alcuni spazi, per dare vita ad un ufficio operativo per le attività della compagnia».
Nel 2008 il vescovo ha riconosciuto la storia compagnia come una confraternita (un’associazione privata di fedeli regolata dal diritto canonico), con per rivalorizzare in senso spirituale e religioso la via Francigena, luogo simbolo della cristianità». Una scelta voluta dal vescovo Fausto Tardelli. Oggi la confraternita conta un centinaio di confratelli cavalieri e si articola in magioni, quelle di San Miniato, Massa - Pontremoli, Viareggio - Versilia e presto si costituirà a Magione anche Volterra. La Messa è stata officiata dal vicario generale Morello Morelli. Presenti, tra l’altro, l’economo del seminario Curzio Guidi, il gran cavaliere Alessandro Valiani, il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, l’architetto Giovanni Lambertucci che ha ristrutturato la sede il pittore avvalendosi della collaborazione di Claudio Gaiotto e il pittore Carlo De Luca ha donato un quadro che raffigura il conte e Gran maestro Ugolino Grifoni. Una delle novità: la compagnia ha scritto un libro di circa 600 pagine sulla via Francigena (sono state stampate circa 250 copie). La presentazione è in calendario nel mese di febbraio a Palazzo Grifoni. La serata si è conclusa con una conviviale all’agriturismo Il Tufo che si trova a San Miniato, un piccolo borgo fra stupende colline, in una zona suggestiva con una superficie che si estende per circa 20 ettari, di proprietà della famiglia Bertucci, con filari di oliveti e una parte coltivata a vigneto per far assaporare i gusti di un tempo ormai dimenticati.
Giancarlo Giannetti
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