Il Tirreno

Pontedera

I reati sessuali corrono sul web

di Andreas Quiricie Eleonora Niccolaioni
I reati sessuali corrono sul web

Un caso ogni tre giorni in provincia di Pisa: sono le denunce raccolte da gennaio dalla polizia

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PONTEDERA. Dall’inizio dell’anno a oggi sono circa 100 i casi accertati dalla polizia postale di reati legati al sesso virtuale in provincia di Pisa. In pratica, uno ogni tre giorni. Lo ha confermato il sovrintendente Bruno Gasperi ieri pomeriggio durante l’incontro destinato ai genitori su “Stupefacenti e social network, come difendere i propri figli”, organizzato dal commissariato di Pontedera alla sala Carpi. «Tra i giovani è molto diffuso l’uso dei social network e di programmi scaricabili dalla Rete – ha spiegato Gasperi – e da questi nascono sempre più spesso ricatti dovuti a inganni dopo esperienze di sesso virtuale». E’ il caso di molti giovani che si ritrovano nei guai dopo aver “agganciato” una bella ragazza su siti come Facebook o Twitter o sull’applicazione Chatroulette.

«Si chatta usando la webcam – ha proseguito il sovrintendente, presente all’incontro insieme all’assistente capo Marco Malventi della polizia postale, al dirigente del commissariato Luigi Fezza e all’ispettore Bruno Trapasso– e piano piano ci si spoglia. Magari spingendosi anche oltre. Poi si sente una voce maschile che ci minaccia di diffondere il video, che nel frattempo è stato registrato, se non si versa una determinata somma di denaro». Più o meno quello che è accaduto a 100 ragazzi della provincia di Pisa nei primi 11 mesi del 2012, tra cui anche un ventenne che abita in Valdera e che è stato costretto a ricorrere agli avvocati per mettere fine al ricatto ricevuto.

E in generale, le denunce per reati legati a Internet o alla sfera telematica sono circa 10 al giorno, con centinaia di segnalazioni via mail alla polizia postale di Pisa. La sicurezza sui social network è stato uno degli argomenti più trattati durante l’incontro con genitori e insegnanti. Secondo Antonella Santerini, docente della scuola media Curtatone e Montanara, «ragazzi e adulti sono spesso inconsapevoli rispetto ai rischi che si corre navigando da un sito a un altro. La troppa leggerezza comporta spiacevoli conseguenze». Le paure dei più grandi riguardano i social network. «Mio figlio ha 11 anni – ha raccontato Michela Casati di Calcinaia – e vorrebbe che lo iscrivessi a Facebook. Ma io vorrei aspettare ancora un po’». Proprio questo è stato uno dei temi affrontati da Gasperi: «Non vogliamo demonizzare i social network, ma i ragazzi devono essere seguiti e i genitori devono informarsi su quello che comporta la presenza su Internet. Una cosa “postata” difficilmente poi si cancella, perché la condivisione è pressoché immediata. Insieme al computer bisogna accendere anche il cervello».

Un concetto ripreso anche da Fezza che ha messo in guardia i genitori dall’uso delle droghe leggere da parte dei ragazzi: «Perdita di memoria nel breve termine, cali di attenzione e di rendimento a scuola o il ritrovamento di cartine tra gli oggetti dei vostri figli sono i campanelli di allarme per un possibile uso di hashish e marjiuana. Ma ricordate che non bisogna criminalizzarli, ma cercare di riconoscerne il disagio che può essere eliminato con sostegno psicologico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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