Il Tirreno

Pontedera

Cdc, i primi 6 milioni per il salvataggio

di Manolo Morandini
Cdc, i primi 6 milioni per il salvataggio

In mano ai vertici del colosso informatico di Gello una lettera d’impegno formale del socio di maggioranza

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PONTEDERA. C’è una carta in più in mano al management Cdc. Una lettera con cui l’azionista di maggioranza Giuseppe Diomelli dichiara in modo formale la propria disponibilità a versare 6 milioni di euro “a saldo e stralcio” di tutte le situazioni debitorie verso la società controllata (Cdc Spa). Un impegno importante e atteso come viatico per il salvataggio, ma condizionato al fatto che le banche facciano la loro parte e che il tribunale di Pisa approvi il progetto di concordato in continuità che presenterà Cdc con l’omologa.

I tempi sono sempre più stretti. Ma se una prospettiva di salvataggio ci può essere sembra passare inevitabilmente da queste condizioni. Le date dell’assemblea sono state fissate dall’inizio di ottobre per tenere conto dei tempi tecnici per convocazione e atti necessari per deliberare sull’ipotesi di un concordato preventivo “in continuità” oppure sullo scioglimento anticipato della società, con la messa in liquidazione. Tempi stretti ma già il rinvio della prima convocazione, il 12 novembre, è stato un primo segnale che i giochi sono ancora aperti.

A pochi giorni dall’assemblea dei soci, fissata in seconda convocazione per il 23 novembre, prende così forma la ricetta per dare una nuova prospettiva alla Cdc. Da una parte la conversione di parte dell’indebitamento verso le banche in quote di capitale dell’azienda e dall’altra il versamento di 6 milioni di euro da parte dell’azionista di maggioranza. Il tutto sotto la condizione che le banche stiano al gioco e che la ricetta incontri i favori del tribunale di Pisa che deve verificare le garanzie in favore dei creditori dell’azienda.

Quello che si aspettano a Gello sono delle manifestazioni in positivo da parte delle banche, poi gli atti formali seguiranno. Certezze in questa fase non ce ne sono, ma la partita adesso si gioca su altri tavoli. Il management ha prodotto documenti e proposte, il socio di maggioranza si è impegnato formalmente per 6 milioni di euro. Adesso tocca alle banche dire quanto sono disposte a scommettere sul progetto imprenditoriale Cdc.

È un gruppo ristretto di istituti di credito, da tre a quattro, e sarebbero interessati al salvataggio del colosso informatico di Gello entrando a far parte dell’azionariato Cdc. Il salvataggio perciò potrebbe passare anche da una diversa architettura societaria. La riunione con il pool d’istituti si è tenuta a Milano, mercoledì scorso. Il management Cdc assistito dall’advisor Deloitte avrebbe presentato la manovra finanziaria e l’ipotesi di piano strategico alla base del concordato in continuità di attività dell’azienda. I termini saranno certamente illustrati questo pomeriggio a Firenze. Al tavolo dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini oltre all’azienda sono attesi le rappresentanze sindacali, la Provincia di Pisa e il Comune di Pontedera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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