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«Sul campo sportivo critiche strumentali ma la Butese è finita»

«Sul campo sportivo critiche strumentali ma la Butese è finita»

BUTI. «Da piccolo, con i miei amichetti, alcuni dei quali ora siedono sui banchi del consiglio Comunale accanto a me, ero solito giocare a pallone tra le vie del centro, le porte erano le serrande...

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BUTI. «Da piccolo, con i miei amichetti, alcuni dei quali ora siedono sui banchi del consiglio Comunale accanto a me, ero solito giocare a pallone tra le vie del centro, le porte erano le serrande oppure gli intervalli tra le 500 e le 127». Così comincia il sindaco di Buti Alessio Lari per rispondere alle polemiche sul campo sportivo.

Da allora, sono cambiate le auto, ma i luoghi dove giocare a Buti sono sempre gli stessi. «A questo problema che si perde indietro nel tempo è venuto il momento di dare una risposta. Vogliamo creare degli spazi liberi e sicuri, in alternativa ai cortili delle scuole o alle piazze invase dalle auto, dove i ragazzi possano giocare a calcio e praticare altri sport. Nasce da questa considerazione la modifica al vecchio regolamento urbanistico».

E ancora: «Tutti sanno che il campo sportivo di Buti, era già stato trasformato in edificabile nel 2006, e vincolato ad un progetto che mirava a reperire risorse per dare nuova vita al nostro Castello. La scelta della nuova amministrazione è stata quella di restituire nel campo sportivo spazi per la pratica dello sport, che ad oggi sono assenti, destinati il giorno al libero utilizzo e la sera alle società, come ad esempio un campetto di calcio a 8, un campo polifunzionale, magari per il basket o il tennis. La restante parte del campo sportivo è rimasta edificabile, per continuare a sviluppare nuovi progetti sul castello».

L’operazione, secondo il sindaco, mira a conseguire più vantaggi, compresa la necessità di offrire alle squadre di calcio di categoria e amatoriali dei campi da gioco perfettamente efficienti.

«Per far questo possiamo implementare gli impianti presenti a Cascine di Buti, con evidenti economie di gestione e vantaggi per tutti gli sportivi, perché è ovvio che è meglio avere una struttura sportiva al top che due zoppicanti. Si deve smettere di considerare Buti e Cascine due realtà separate. Leggo che l’opposizione non riesce a vedere i miglioramenti che vogliamo portare avanti. E intanto si tace il fatto che Spigai, capolista di minoranza e ultimo “patron” della società, ha cancellato tristemente la Butese calcio dal panorama sportivo toscano».

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