Il dolore
Il sindaco: «Non erano sprovveduti»
POMARANCE. È difficile per chi conosceva le tre vittime dell’incidente avvenuto in Maremma dopo il crollo di un ponte, accettare la ricostruzione della tragedia che in queste ore è stata fatta...
POMARANCE. È difficile per chi conosceva le tre vittime dell’incidente avvenuto in Maremma dopo il crollo di un ponte, accettare la ricostruzione della tragedia che in queste ore è stata fatta dalla Provincia di Grosseto e dalla protezione civile.
«Conoscevo bene Antonella – ripete il sindaco Loris Martignoni – e i suoi due colleghi che sono morti insieme a lei nel fiume. E quando sento dire che la macchina dei tre dipendenti Enel ha percorso una strada che era chiusa non posso trattenere la rabbia. Se la strada fosse stata chiusa in maniera adeguata alle circostanze, loro non sarebbero passati. Di questo sono più che sicuro. Non erano persone sprovvedute e per ragioni di lavoro si occupavano di sicurezza. Non dobbiamo descriverli e neanche solo lontanamente immaginarli in maniera diversa da quello che erano. Non possiamo pensare che erano sprovveduti. Non voglio entrare in aspetti tecnici ma sono certo che, se avessero visto la transenna lungo la strada, loro non sarebbero passati».
Il sindaco fin dal primo momento, fin da quando ha saputo del tragico incidente, si è fatto l’idea di una tragedia conseguente al caos che si era creato per l’alluvione. Ma non certo causata da una disattenzione o da un’imprudenza di chi guidava la macchina dell’Enel.
«Voglio testimoniare il grado elevato di competenza tecnica e lo spessore culturale di queste persone» continua.
Nessuno a Pomarance sarebbe disposto ad accettare che venissero scaricate responsabilità sulle vittime.(s.c.)
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