Il Tirreno

Pontedera

Amici a 4 zampe verso i mondiali

di Nicolò Colombini

Agility dog, il club Qua la Zampa e i suoi campioni portano alto il nome di Staffoli

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SANTA CROCE. C'è una famiglia di campioni che sta portando in alto il nome di Staffoli a livello nazionale. Una famiglia particolare, composta da una mamma e dai suoi tre figli, che insieme a un'altra giovane compagna di squadra sta sbaragliando la concorrenza locale, tanto da guadagnarsi la possibilità di mandare uno o due elementi ai prossimi campionati mondiali.

I loro nomi sono Kira, Diana, Maya, Sam e Carrie, e i quattro border collie e il jack Russell Terrier protagonisti dell'ultimo Trofeo Gpt Tuscany di Agility Dog.

«Da due anni facciamo gare – spiega Pamela Dandria, responsabile del club agility dog Qua la Zampa in via Pieraccioni – e devo dire che nonostante siamo una tra le realtà più piccole in ambito regionale, abbiamo raggiunto risultati strabilianti».

Sono infatti solo una decina i cani che frequentano corsi di obbedienza e di agility nel centro staffolese, cinque dei quali regolarmente iscritti alle gare in calendario nei circuiti Enci e Csen: numeri piccoli rispetto ad altri club, magari con tradizioni e bacini di utenza diversi, ma sufficienti per portare a casa titoli e trofei di grande prestigio.

«Sam e Diana in un solo anno – continua la Dandria – sono arrivati a ottenere il secondo brevetto Enci, e sempre Diana per due anni consecutivi si è aggiudicata il Gpt Tuscany, in due categorie diverse; mamma Kira ha trionfato in un'altra categoria ancora, e anche Carrie, tra i debuttanti, è riuscita a primeggiare. Ora l'obbiettivo è fare bene anche nelle gare Csen, a cui partecipiamo da quest'anno, per iniziare a competere anche a livello internazionale». Sì, perché Diana ha già raggiunto i punteggi per partecipare alle preselezioni per i mondiali, e se non ci saranno sorprese anche Sam dovrebbe staccare il biglietto. Una grande soddisfazione per il club staffolese, in una disciplina che purtroppo nel nostro territorio stenta a decollare. «È un peccato – conclude Pamela – che non nella nostra zona ci siano così pochi praticanti. Molti si limitano a fare corsi di obbedienza, ma praticare uno sport cinofilo, a stretto contatto con il proprio compagno, è un'esperienza davvero profonda, sia per il cane che per il proprietario. Noi continuiamo con la nostra attività, sperando di coinvolgere anche grazie ai nostri risultati ancora più persone. Presto ci trasferiremo, e nei nuovi ambienti avremo la possibilità di seguire tanti altri futuri campioni».

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