Italia
Musei aperti anche ai non vedenti
Da Volterra parte il progetto per formare guide specializzate per i meno fortunati
VOLTERRA. Anche il museo Guarnacci si doterà di un percorso tattile adeguato per i “nuovi” turisti non vedenti. Una sfida che ben inserisce nel rivoluzionario progetto “Vedere con le proprie mani” che vede proprio il Colle etrusco in prima linea.
«L’idea che sta alla base del progetto è quella di rendere Volterra, i suoi palazzi, il patrimonio e la sua storia elementi reali anche per chi, come i non vedenti, vive d’immaginazione», premette l’assessore alla cultura, Lilia Silvi entusiasta dell’iniziativa.
Si comincia con una prima fase, costituita da un corso di formazione alla comunicazione ai ciechi. Il corso, organizzato in collaborazione con l’Uic di Pisa e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Volterra della Provincia di Pisa, della Crv e della Fondazione Crv, sarà accessibile a tutte le guide turistiche abilitate almeno in un ambito territoriale della nostra Regione. Il fine è quello di fornire alle guide le tecniche per metterle in grado di illustrare a tutti i luoghi di volta in volta visitati. E l’assessore Silvi racconta il pregresso. L’aneddoto con cui si arriva al progetto. In aprile un gruppo di non vedenti di Vicenza - guidati da Francesca Donati, vicepresidente dell’associazione regionale guide turistiche, e Nicola Raspollini, responsabile del settore cultura del Comune - si reca al Museo etrusco Guarnacci. Da qui parte il tutto. Altre realtà associative si sono dimostrate interessate al progetto. Tra queste Legambiente che con la direttrice generale, Rossella Muroni e Federica Sacco, responsabile del “settore arte”. «L’entusiasmo con cui Francesca Donati me ne parlava, mi faceva rendere conto di quanto valore avesse per chi, cieco o ipovedente, è di norma impossibilitato a fruire delle bellezze artistiche. In un momento in cui molti musei sembrano restii ad offrire questa opportunità, mi è sembrato importante attivarsi per accogliere adeguatamente questi visitatori. È un progetto che richiede molte sinergie e altri contributi potranno integrarsi», prosegue Silvi. Ovviamente la parte più delicata riguarderà il Museo Guarnacci: «Il passo adesso è quello di mettere a punto, in collaborazione con la soprintendenza per i beni archeologici, un percorso tattile che contempli le esigenze di conservazione dei reperti con la valorizzazione e l’apertura ad un pubblico per così dire “nuovo” - precisa il direttore del Guarnacci Fabrizio Burchianti - Quella della fruibilità, a qualsiasi livello, è una delle sfide essenziali che un museo prestigioso come il nostro si deve porre».(f.s.)
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