Il dolore
Geofor, diciassette posti a rischio
Da gennaio la riscossione delle bollette passa ai Comuni: sarà smantellata la struttura che si occupa del servizio
PONTEDERA. Cambierà nome, dall’inizio del nuovo anno. Non la sostanza: la tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, da Tarsu (tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) o Tia (tariffa di igiene ambientale), diventerà Tares. Per i cittadini, comunque sarà un Balzello, spesso mal digerito. E, adesso, rischia di diventare un problema anche per gli operatori. Tra le novità, che porta questo cambiamento, ce n’è una che - almeno alla Geofor, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti sul nostro territorio - rischia di creare problemi occupazionale.
La fatturazione. Le norme varate per la nuova tassa sui rifiuti, parlano di un ritorno al servizio di bollettazione, ai Comuni. Oggi non avviene: è la stessa Geofor che fa le fatture , le spedisce e soprattutto le incassa. Questo, dal primo di gennaio - se non ci saranno ulteriori sviluppi della vicenda - non avverrà più. La legge dice che ogni Comune dovrà provvedere, con la propria struttura, all’incasso delle bollette che riguardano i propri cittadini-utenti. Per alcune amministrazioni si tratta di un ritorno al passato. Per la Geofor, invece, si apre la questione di che fine faranno le persone che oggi fanno parte del gruppo che si occupa proprio di questo: la fatturazione e la riscossione delle bollette. Ma non solo: quelle persone fanno parte di una squadra che gestisce anche l’apertura al pubblico degli sportelli Tia che sono dislocati nei Comuni che applicano la Tariffa per far pagare i rifiuti ai cittadini.
S’è aperta una vertenza. I sindacati sono già sul piede di guerra. Ci sono stati alcuni contatti, si sono conclusi senza una soluzione. «Anzi - dicono Maurizio Iacoponi della Ugl di Pontedera e Michele Orsi, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil di Pisa –abbiamo subito constatato un cambio di comportamento aziendale, su questa vicenda e su altre due questioni sulle quali abbiamo avviato un confronto».
Sulla questione della riscossione delle bollette, a rischio ci sono diciassette posti di lavoro. Tanti, infatti, sono i dipendenti che gestiscono, per Geofor, questo servizio. «L’azienda – spiegano i due sindacalisti – ha avuto un approccio alla questione molto diverso rispetto al passato. Nessun dialogo, nessuna discussione. Ci hanno detto che se questo problema non verrà risolto, a livello legislativo, entro la fine dell’anno, loro apriranno l’iter per la mobilità per tutti e 17 i dipendenti addetti alla fatturazione e alla riscossione delle bollette».
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