Il Tirreno

Pontedera

Quando lo studente vale 80 centesimi La scuola si ribella

di Manolo Morandini
Quando lo studente vale 80 centesimi La scuola si ribella

Bientina, suona l’allarme il preside dell’Istituto comprensivo «Con queste cifre non è possibile garantire tutti i servizi»

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BIENTINA. Che cosa si può fare con ottanta centesimi di euro? Se lo chiede il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo iQbal Masih di Bientina e Buti. La cifra è quanto messo a disposizione dallo Stato mensilmente per ogni studente: 1.400 alunni tra infanzia, elementari e medie. Meno del costo di un pacchetto di gomma da masticare. «Con queste cifre non è possibile garantire tutti i servizi che una scuola, che si possa definire tale, dovrebbe e deve erogare ai suoi studenti – afferma il dirigente Luigi Vittipaldi nella circolare inviata ai genitori degli alunni –. È implicito il ricorso a una “integrazione” da parte della comunità». Per capire il divario con la realtà è sufficiente entrare in una cartoleria. Chiedere il prezzo di una penna o di un quaderno.

Il calcolo è presto fatto. Il trasferimento dello Stato per il funzionamento didattico e amministrativo di tutto l’istituto, gli studenti, il personale scolastico e le segreterie, per i quattro mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre è pari a 4.486,67 euro. «Considerando che tale importo è relativo a soli quattro mesi – spiega il preside Vittipaldi –, si presuppone che per dodici mesi ci saranno assegnati 13.500 euro, circa 1.125 euro al mese per l'intero istituto, corrispondenti a circa 9,65 euro all'anno per studente, ovvero 0,80 euro al mese per studente».

La circolare ha il suono di un appello. Una chiamata in soccorso ai genitori, agli enti locali e alle aziende del territorio, con la consapevolezza che tutti stanno già tirando la cinghia. «Lo sforzo che si chiede non è fine a se stesso, ma alla sopravvivenza di uno dei pochi soggetti costituenti la base di una comunità, la scuola, e un investimento per il futuro dei suoi figli, nonché futuri cittadini». Ed è un orizzonte a corto raggio. È quello che si traccia con le cifre in campo.

La situazione è seria. Al punto che giovedì 15 novembre alle 18.30 nelle stanze della dirigenza scolastica si proverà ad analizzarla nel dettaglio «con la volontà di trovare delle soluzioni condivise», insieme ai membri del consiglio d’istituto e ai rappresentanti dei genitori. Eppure, il preside Luigi Vittipaldi traccia i confini della matassa che è chiamato a sbrogliare e gestire. «La situazione economico finanziaria del nostro istituto, è molto simile a quella di altre istituzioni scolastiche». E chiarisce: «Poiché non si può derogare dall’igiene, salute e sicurezza, con queste cifre è possibile far fronte solo in parte all’acquisto di carta igienica, delle cassette di pronto soccorso, del materiale di pulizia e poco più: tutto il resto diventa per forza di cose secondario».

Intanto, c’è già una decisione presa. Il consiglio d’istituto lo scorso 11 settembre ha deliberato sulla cifra del contributo volontario da richiedere a ciascuna famiglia. Nessuna variazione rispetto allo scorso anno scolastico: 25 euro, comprensivi della quota assicurativa, che scendono a 19 euro per il secondo figlio e i successivi. Un’uscita è già certa: 10mila euro per il contratto con la compagnia di assicurazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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