Il Tirreno

Pontedera

«I nostri negozi invasi dall’acqua»

di Sabrina Chiellini
«I nostri negozi invasi dall’acqua»

La protesta di alcuni commercianti che hanno le loro attività nella zona di San Prospero

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CASCINA. Pioggia nuova, problemi vecchi. Lo sanno bene cittadini e commercianti della zona tra Navacchio e San Prospero, lungo la Tosco Romagnola, oltre che gli abitanti di via IV novembre. E dopo le piogge del fine settimana, ampiamente annunciate, scoppia la polemica da parte di chi domenica mattina si è svegliato con l’acqua in casa o nei negozi. Una giornata da dimenticare, un conto dei danni che in tempi di crisi è ancora più pesante da affrontare. «Non possiamo andare avanti in questo modo – dice Marco Gioli dell’agenzia di viaggi Voglia di partire che ha sede a San Prospero – nei nostri uffici c’è stata un’inondazione. La moquette del pavimento è da buttare via. Domenica non eravamo al lavoro, alcuni vicini ci hanno chiamato per metterci al corrente di quello che stava capitando nell’agenzia. Mi sono precipitato e ho cercato di salvare il salvabile ma abbiamo avuto almeno diecimila euro di danni. Ho piovuto in abbondanza, è vero. Ma è altrettanto vero che le fogne non ricevevano l’acqua. Gli operai del Comune sono venuti stamani (ieri per chi legge, ndr), un giorno dopo cioè. Hanno guardato se i tombini erano puliti... Troppo tardi, mi viene da dire. Appena li ho visti mi sono arrabbiato anche con loro. Non possiamo andare avanti in questo modo. E ora chi paga i danni? Avevamo 20 centimetri di acqua nell’ufficio».

Nella stessa condizione si sono trovati anche altri negozianti della zona. «Qualcuno ha protetto le proprie cose mettendo una barriera all’ingresso. Avevamo pensato di metterla anche noi. Ci hanno chiesto 1.800 euro di spesa e, visti i tempi, abbiamo deciso di aspettare un po’. Anche perchè in teoria è il Comune a dover garantire che la strada non si allaghi e l’acqua entri negli edifici. I tombini non scaricano, ormai lo sappiamo tutti. E poi, l’altra mattina, non si è visto neppure un vigile. Le macchine continuavano a passare dalla Tosco Romagnola e spingevano l’acqua verso le case. Se avessero almeno bloccato il traffico... Neanche i vigili del fuoco sono intervenuti, avevano altre emergenze. Ci siamo sentiti abbandonati». Stessa situazione al bar Mon Amour. «Abbiamo le protezioni all’ingresso ma l’acqua è entrata nel bar – dice la titolare – ha fatto saltare la corrente elettrica e così i gelati che erano nel congelatore sono andati a farsi benedire. Per fortuna domenica eravamo chiusi, altrimenti avremmo perso anche una giornata di lavoro».

È quello che è successo alla Bottega del pane a San Prospero. «Abbiamo perso una mattina di lavoro – si sfoga Alessandro Niccolai - anzi, direi che ci abbiamo pure rimesso 200 euro per il materiale che avevamo acquistato. C’era l’acqua nel negozio e per la strada. La gente non è neppure entrata. L’incasso della mattinata è stato di 46 euro. Siamo rimasti sorpresi dal fatto che solo un giorno dopo gli operai sono venuti a controllare i tombini». E così rimbalza una vecchia domanda sulla reperibilità del personale comunale nei giorni di festa o quando c’è un’emergenza. Il maltempo ha mandato fuori uso le linee telefoniche, comprese le connessioni internet in alcune zone di Latignano e Navacchio. I tecnici Telecom hanno lavorato per tutto il giorno per riattivare il servizio.

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