Attenzione
Un coro: «Chiudete Forza Nuova»
La città reagisce compatta. Volantinaggio antifascista davanti alla sede dell’organizzazione di estrema destra
PONTEDERA. È una risposta corale quella che la città ha voluto dare ai militanti di Forza Nuova, protagonisti sabato dell’irruzione al teatro Era durante la cerimonia per la consegna della cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in Italia residenti nel comune. Dopo i primi commenti a caldo rimbalzati sui social network a firma del sindaco Simone Millozzi, è stata infatti la società civile a mobilitarsi con un presidio nel primo pomeriggio del Comitato antifascista e antirazzista Valdera, di fronte alla sede di Forza Nuova in una traversa di corso Matteotti e un’assemblea in serata presso la sede dell’Arci.
Al presidio, convocato intorno alle quattro del pomeriggio con la partecipazione di una cinquantina di persone fra cittadini ed esponenti di varie organizzazioni politiche e sindacali come Cobas e Prc, erano presenti anche esponenti delle comunità straniere della città. «Sento come un dovere morale essere presente oggi, dopo quello che è successo al teatro – racconta Ardian Dyrmyshi, dell’associazione albanese “Asdreni” –. Molti dei bambini presenti a quella cerimonia vengono da famiglie che lavorano e vivono a Pontedera da anni, partecipando attivamente alla vita della comunità, della quale si sentono parte integrante». Oltre alla ferma condanna dei fatti di sabato, il Comitato chiede a gran voce la chiusura definiva della sede di Forza Nuova, denunciando la «sottovalutazione della pericolosità rappresentata dalla presenza dell’estrema destra in città».
Numerose autorità cittadine, oltre agli esponenti delle comunità straniere ed in rappresentanza del mondo della scuola e dei genitori, erano invece presenti alla riunione convocata nel tardo pomeriggio presso la sede dell’Arci. Presenti, fra gli altri, anche il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese e numerosi consiglieri comunali. Un incontro durante il quale sono emerse numerose perplessità circa gli eventi del teatro Era ed il pericolo che tali fatti si ripetano in una logica di ricerca di popolarità da parte del movimento di estrema destra. «Il modo migliore per contrastare questi fenomeni è quello di alimentare proprio gli eventi pubblici come quello organizzato al teatro, che tanta noia danno a queste organizzazioni – ha dichiarato il parroco di Perignano, don Armando Zappolini, presente all’incontro –. Occorre proseguire sulla via del riconoscimento dell’importanza di queste comunità nel nostro territorio e di valori fondanti come quello dell’accoglienza».
Quasi certa, nei prossimi giorni, la presentazione di un documento congiunto nei consigli comunali di Pontedera e zone limitrofe.
Altri servizi a pag. 10
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
