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Ricordare la storia per non dimenticare i combattenti

Ricordare la storia per non dimenticare i combattenti

FORCOLI. Aldemaro, Vago, Livio, Niccolò, Vermiglio, nomi di combattenti, le loro gesta di patrioti lette ad alta voce per il pubblico presente, in memoria del sacrificio di tanti, in onore della...

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FORCOLI. Aldemaro, Vago, Livio, Niccolò, Vermiglio, nomi di combattenti, le loro gesta di patrioti lette ad alta voce per il pubblico presente, in memoria del sacrificio di tanti, in onore della nostra bandiera. Che, incorniciata dalle autorità civili e militari in alta uniforme, fa bella mostra di sé dalla parete di fondo del grande capannone che la Misericordia di Forcoli, per la cerimonia del 4 novembre, in cui si festeggiano le Forze armate e i caduti di tutte le guerre, mette a disposizione degli organizzatori. Gianfranco Lazzereschi, ideatore e organizzatore dell'iniziativa, i suoi primi ringraziamenti li rivolge proprio alla confraternita forcolese, il cui aiuto ha permesso di aggirare l'ostacolo del maltempo: «Senza di voi, sarebbe stato tutto inutile. Avremmo dovuto rinunciare».

Dopo la benedizione di don Anthony, dopo l'intervento della Fanfara dei Bersaglieri di Monotopoli, il sindaco di Palaia Alberto Falchi saluta le autorità presenti, le associazioni, i tanti volontari che hanno dato una mano. Ci sono i giovani calciatori dell'associazione “Nuova Primavera”, gli alunni delle scuole elementari e medie. A loro in particolare si rivolge, quando richiama «l'importanza di ricordare i valori fondanti della nostra repubblica», sottolineando «la necessità di non abbassare mai la guardia nei confronti della violenza, dell'intolleranza, degli autoritarismi che mortificano il senso più profondo della democrazia». Si riferisce ovviamente «all'increscioso, gravissimo episodio capitato, per colpa di alcuni inqualificabili individui appartenenti a Forza Nuova, sabato scorso al Teatro Era di Pontedera, in occasione di una festa dedicata a dei bambini, figli di genitori stranieri, che ricevevano l'attestato di cittadinanza».

Dai «rigurgiti fascisti» alle biografie di chi il fascismo l'ha combattuto durante la seconda guerra. I Montorzi, i Dell'Agnello, i Piampiani, i Carpené, i Romagnoli. Lazzereschi legge stralci delle loro vicende personali, cita i loro diari. I familiari ritirano dalle mani del sindaco la medaglia che ne ricorda l'impegno, i sacrifici di combattenti. (a.l.)

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