Le fiamme si divorano un milione d’euro
Devastata nella notte la “Giemme” di Perignano. La causa, forse, il surriscaldamento dell’impianto elettrico
LARI. Il lavoro di una vita distrutto in poche ore da un incendio divampato alle undici di sera, quando il mobilificio, in via Toscana nella zona industriale di Perignano, era deserto. Così le fiamme, innescate probabilmente da un problema elettrico, quando sono state viste da un passante erano già molto alte e avevano divorato una buona fetta del capannone, che è grande circa 1.600 metri quadrati. Il fuoco ha concentrato la sua forza vicino al magazzino e agli uffici che sono andati completamente distrutti. Sei squadre di vigili del fuoco, partite da Cascina, Ponsacco, Pontedera e Pisa, hanno lavorato fino alle sei di ieri mattina per riportare la situazione alla normalità. Fiamme spente e sopralluoghi andati poi avanti anche durante la mattinata per essere certi che il fuoco non si riattivasse.
Il calore ha fatto crollare il tetto del vecchio edificio nella parte più vicina agli uffici facendo salire il già grave bilancio dei danni stimato intorno al milione di euro e forse anche qualcosa di più.
La copertura è venuta giù proprio mentre i vigili del fuoco erano al lavoro per evitare che le fiamme raggiungessero il laboratorio e distruggessero anche i macchinari della lavorazione che invece sono riusciti a mettere in salvo. Un boato e il rumore delle lastre di vetro delle finestre cadute sotto il peso dei mattoni.
I pezzi di una di queste lastre hanno investito uno dei vigili del fuoco che, fortunatamente, è rimasto illeso in quando indossava tutte le protezioni necessarie per interventi come quello compiuto la scorsa notte nella zona industriale di Perignano.
Tra i primi ad arrivare davanti al capannone illuminato delle fiamme che ormai lo avevano attraversato per buona parte, i tre soci dell’azienda “Giemme”, molto conosciuta nel settore dell’arredamento.
I danni, pur ingenti, avrebbero potuto essere molto più gravi. I pompieri hanno salvato un piccolo show-room, i macchinari ed evitato che il fuoco si propagasse ad un vicino capannone. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Lari e quelli della compagnia di Pontedera.
Il capannone è stato dichiarato inagibile e transennato per evitare che qualcuno possa entrarvi.
Per ora i pompieri ritengono che il fuoco sia stato provocato dal surriscaldamento di una parte dell’impianto elettrico. Ma è probabile che nei prossimi giorni saranno effettuati nuovi sopralluoghi per verificare ulteriormente cosa ha innescato le fiamme che poi hanno devastato il mobilificio.
Le operazioni di bonifica sono andate avanti fino quasi a mezzogiorno. Poi nell’edificio, davanti al quale per tutta la giornata hanno continuato a fermarsi numerose persone richiamate dalla distruzione, è sceso il silenzio.
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