Sicurezza
«Cercheremo di ripartire, non sarà facile»
«Ero già a letto quando mi hanno telefonato, alle 23,30, per dirmi che stava andando a fuoco il capannone. Da allora siamo rimasti lì...» . Giotto Masi è uno dei tre soci (insieme a Loredano Foschi e...
«Ero già a letto quando mi hanno telefonato, alle 23,30, per dirmi che stava andando a fuoco il capannone. Da allora siamo rimasti lì...» . Giotto Masi è uno dei tre soci (insieme a Loredano Foschi e Cristina Bernacchi) dell’azienda proprietaria dell’immobile andato distrutto dall’incendio della scorsa notte.
«Cercheremo di andare avanti con l’attività ma non sarà semplice, considerati anche i tempi», aggiunge l’imprenditore del mobile.
Il capannone è stato dichiarato inagibile, il tetto è crollato in alcune parti. «Non credo che il tetto sarà riparabile – continua Masi – andrà demolito tutto. Per fortuna sono stati salvati i macchinari. Vicino al nostro capannone, quello andato distrutto, ne abbiamo un altro che prima era affittato e ora non più. Faremo in modo di trasferirci nell’altro capannone per evitare di bloccare l’attività».
L’azienda dà lavoro ad otto dipendenti, molti dei quali - ieri mattina - sono andati a vedere la distruzione causata dalle fiamme durante la notte. Da domani inizieranno le stime dei danni e le verifiche per mettere l’azienda in condizione di lavorare.
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