Italia
Anche l’acqua a difesa della Valle
Spunta uno studio degli anni Ottanta contro i tre siti estrattivi
SAN MINIATO. Oltre ai tartufi spunta anche l’acqua. In testa alla valle del Chiecina c’è perfino chi la imbottiglia. Nello spicchio di territorio che ricade sotto la competenza del Comune di Montopoli c’è lo stabilimento della Sorgente Tesorino Spa. Ma non manca chi rileva che «tutto è collegato» e che entrando nella valle dove insistono le previsioni di tre siti per l’estrazione di sabbia e ghiaia in realtà si finisce «per calpestare una falda idrica, che è un sistema unico». Lo sostengono gli esponenti del comitato No cave sulla scorta di uno studio geologico dei primi anni Ottanta. E aggiungono: «È un motivo in più perché quelle cave che insistono nel territorio di Palaia vengano cancellate dal Piano provinciale delle attività estrattive».
All’epoca dello studio geologico in quella valle, a metà tra San Miniato e Palaia, insisteva la minaccia di una discarica di rifiuti industriali. Anche allora nacque un comitato, supportato dal Wwf e da Italia Nostra, e dopo un battaglia lunga tre anni riuscì nell’intento di far tramontare il progetto di un insediamento destinato ad accogliere i fanghi di risulta del ciclo conciario. In quel caso fu proprio la presenza di abbondanti acque di falda sia superficiali che profonde a far accantonare la discarica.
A firmare lo studio il geologo Giuseppe Sabatini, professore presso l’Università di Pisa e direttore all’epoca dell’Istituto di geologia e mineralogia. Quelli del Comitato hanno bussato di nuovo alla sua porta e in tutta risposta hanno ricevuto una controfirma alle conclusioni di quello studio. «Tutto il territorio è caratterizzato da sabbie nettamente prevalenti – afferma Sabatini –. I terreni di questo tipo, come è ben noto, costituiscono acquiferi pregiati e ciò puntualmente si verifica anche in questo caso. Gli acquiferi sono rimasti fino ad oggi miracolosamente esclusi da qualsiasi fonte di inquinamento e sono quindi disponibili per un utilizzo idrico primario, in un territorio dove già si avverte l’assoluta necessità di queste risorse».
Manolo Morandini
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